Giorno 1
IL CUORE DI REGGIO EMILIA

Il vostro fine settimana inizia con uno dei simboli della Reggio Emilia contemporanea.
Se arrivate in auto o in treno sarete accolti dalle spettacolari opere di Santiago Calatrava: i tre ponti dalle scenografiche arcate bianche e la futuristica Stazione AV Mediopadana, diventati negli anni simbolo di ingresso alla città.

Lasciata alle spalle la città contemporanea, immergetevi nel centro storico a misura d’uomo, dove l'itinerario prende avvio da Piazza Prampolini, cuore della vita cittadina, dove si affacciano il Palazzo Municipale e la Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Qui si trova anche la Sala del Tricolore, luogo in cui il 7 gennaio 1797 nacque ufficialmente la bandiera italiana; accanto, il Museo del Tricolore, a ingresso gratuito, ripercorre quella pagina fondamentale della storia nazionale attraverso documenti, opere e installazioni multimediali.

Proseguendo tra le vie del centro, raggiungerete la Basilica della Beata Vergine della Ghiara, uno dei massimi esempi del Barocco emiliano.
I suoi interni, impreziositi dagli affreschi di Guercino, Ludovico Carracci e Lionello Spada, rappresentano uno dei tesori artistici più preziosi della città.

Per chi desidera approfondire la storia e l'identità del territorio, il Palazzo dei Musei è una tappa irrinunciabile.
Il complesso, recentemente rinnovato su progetto dell'architetto Italo Rota, ospita un percorso che intreccia archeologia, storia locale e fotografia contemporanea, offrendo uno sguardo originale sulla cultura reggiana.

Per l’ora del pranzo lasciatevi guidare dai profumi delle gastronomie e dei ristoranti del centro dove le eccellenze del territorio diventano protagoniste di un'esperienza autentica e conviviale.
Il pomeriggio può prendere due direzioni diverse, entrambe capaci di raccontare un volto della città.

Se amate gli spazi aperti, raggiungete il Parco della Reggia di Rivalta, facilmente accessibile a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici.
Passeggiate tra i giardini restituiti alla loro bellezza di settecentesca memoria, oppure consultate il calendario delle iniziative per partecipare a visite guidate del palazzo ducale o del giardino segreto, eventi culturali e attività all'aria aperta.

Se invece preferite l'arte contemporanea, dedicate qualche ora alla Collezione Maramotti, ospitata nell'antica sede di Max Mara.
Visitabile gratuitamente su prenotazione, raccoglie oltre duecento opere di artisti italiani e internazionali realizzate dal secondo dopoguerra a oggi ed è considerata uno dei più importanti spazi espositivi privati d'Italia.

Con il calare della sera, tornate nel centro storico per vivere uno dei riti più amati dai reggiani: l'aperitivo.

Un calice di Lambrusco DOC o di Spergola dei Colli di Scandiano e Canossa, accompagnato da erbazzone reggiano IGP e gnocco al forno, è il modo migliore per iniziare la serata.

La cena è un viaggio nei grandi sapori della tradizione emiliana.
Dai tortelli verdi o di zucca ai cappelletti in brodo o in crema di Parmigiano Reggiano DOP, fino ai secondi più tipici come il bollito misto, il coniglio alla reggiana o "il" gnocco fritto con i salumi.
Per concludere in dolcezza non possono mancare la torta di riso o la zuppa inglese.

Se amate lo spettacolo, dedicate la serata al Teatro Municipale Romolo Valli, elegante teatro ottocentesco che vide gli esordi di Luciano Pavarotti e oggi tra i più prestigiosi teatri all'italiana.
Durante la stagione estiva, invece, lasciatevi affascinare dall'atmosfera dei Chiostri di San Pietro, l'antico monastero benedettino trasformato in uno dei principali spazi cittadini dedicati a mostre, eventi e spettacoli.

Giorno 2
I SAPORI DEL TERRITORIO E LE TERRE MATILDICHE

Il secondo giorno è dedicato alla campagna reggiana e alle sue eccellenze gastronomiche.

E quale modo migliore per iniziarlo se non con una vera colazione locale?
Un pezzo di erbazzone reggiano IGP – sì, i reggiani lo mangerebbero davvero a ogni ora del giorno – accompagnato da un caffè o da un cappuccino è il perfetto benvenuto nella cultura gastronomica del territorio.

La mattinata prosegue alla scoperta delle produzioni che hanno reso celebre Reggio Emilia nel mondo.
La prima tappa è un caseificio di Parmigiano Reggiano DOP, dove assisterete alla lavorazione del formaggio e ne scoprirete i segreti attraverso una degustazione delle diverse stagionature.

Poco distante vi attende un'acetaia tradizionale, dove il tempo è il vero ingrediente protagonista.
Tra botti di legni diversi e lunghi anni di invecchiamento conoscerete la storia e il metodo produttivo dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, una delle eccellenze più preziose della gastronomia emiliana.

Per pranzo scegliete un agriturismo o una trattoria di campagna: sarà l'occasione per assaporare una cucina genuina, fatta di materie prime eccellenti e ricette tramandate da generazioni.
Nel pomeriggio il viaggio continua tra le dolci colline delle Terre Matildiche, seguendo le tracce di Matilde di Canossa, una delle figure più influenti del Medioevo europeo.

Il Castello di Canossa domina ancora oggi il paesaggio e custodisce la memoria dello storico incontro del 1077 tra l'imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII, passato alla storia come il "perdono di Canossa".
La visita comprende anche il Museo Nazionale Naborre Campanini, che racconta la storia della Gran Contessa attraverso reperti archeologici, documenti e testimonianze del periodo matildico.

Prima di ripartire, concedetevi un'ultima sosta.
Una passeggiata tra i sentieri panoramici, un aperitivo con vista sui calanchi o semplicemente qualche minuto per ammirare il paesaggio saranno il modo migliore per salutare un territorio che, in pochi chilometri, riesce a unire grandi storie, cultura e natura e una delle più straordinarie tradizioni gastronomiche italiane.

Mappa

Non ci sono punti da mostrare sulla mappa