
Lambrusco DOC
Il vino che racconta l'Emilia
C’è un vino che a Reggio Emilia non accompagna soltanto la tavola, ma ritma i momenti salienti: le feste, le stagioni, riti quotidiani.
È il Lambrusco, vino frizzante per natura e per carattere, nato da una tradizione che lo voleva leggermente irrequieto, capace di riprendere vita in bottiglia con la primavera.
Con il nome Lambrusco si indica in realtà una famiglia di vitigni antichi, accomunati da una stessa origine e coltivati da sempre tra le province di Reggio Emilia e Modena, con estensioni verso Parma e il Mantovano.
È un paesaggio vitato che si intreccia con la pianura, dove i filari raccontano una continuità agricola che attraversa i secoli.
Nel Lambrusco Reggiano convivono diverse anime: Salamino, Marani, Maestri, Montericco, Ancellotta e Malbo Gentile, che insieme danno vita a vini dal carattere diretto, vivace, immediato.
Rossi o rosati, più raramente bianchi nelle interpretazioni più recenti, mantengono sempre una firma inconfondibile: freschezza, fragranza, una leggerezza solo apparente.
È un vino che nasce per la convivialità.
Storicamente venduto anche sfuso nelle cantine locali, spesso in damigiana, il Lambrusco conserva ancora oggi questo legame con una dimensione quotidiana e senza formalità.
Tra territorio e identità
Nel cuore della provincia di Reggio Emilia, il Lambrusco trova la sua definizione più autentica.
Qui, nel 1972, nasce il Consorzio per la tutela del Lambrusco Reggiano, poi evoluto nel Consorzio Tutela Vino Reggiano DOC, a difesa di un’identità produttiva fortemente radicata nel territorio.
Più recentemente, l’impegno dei produttori si è esteso anche alla promozione del marchio, con l’obiettivo di raccontare il Lambrusco oltre i confini locali, senza tradirne l’origine.
Il vino della tavola
Il Lambrusco non chiede attesa: va bevuto giovane, nella primavera successiva alla vendemmia, quando conserva intatta la sua vivacità.
Servito fresco, intorno ai 16°C, si apre con semplicità e va stappato al momento, con un gesto rapido e familiare.
È il compagno naturale della cucina emiliana: dalle lasagne al ragù ai lessi della tradizione, dallo zampone al cotechino, fino ai salumi che raccontano la cultura contadina del territorio.
Il suo carattere frizzante ne esalta la ricchezza, senza mai sovrastarla.
Una storia antica
La storia del Lambrusco affonda le radici nell’età romana, quando già si riconosceva la vocazione vitivinicola di queste terre.
Le viti “lambrusche”, spesso maritate agli alberi - in particolare all’olmo - disegnavano un paesaggio agricolo dove vite e natura convivevano in equilibrio.
Da quei grappoli nasce un vino che ha sempre accompagnato la cucina locale, diventandone parte integrante.
Oggi il Lambrusco rappresenta anche una realtà economica importante per il territorio, prodotto da una rete diffusa di piccole e medie aziende che ne custodiscono la tradizione e ne rinnovano lo stile.
Di colore che varia dal rubino al rosato, frizzante e immediato, il Lambrusco resta così uno dei simboli più autentici dell’Emilia: un vino che non si limita a essere bevuto, ma che continua a raccontare una terra e il suo modo di vivere.
Contatti
Consorzio Tutela Lambrusco DOC