Foto: Carlo Vannini
Foto: Carlo Vannini

Orari

Martedì, mercoledì e giovedì:
10:00 – 13:00
Venerdì, sabato, domenica e festivi: 10:00 – 18:00

Lunedì: chiuso

Prezzi

Ingresso gratuito

Il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia è un viaggio affascinante nel tempo, un luogo dove storia, scienza e cultura si intrecciano tra archi, chiostri e collezioni straordinarie.
Un luogo dove il tempo sembra stratificarsi, raccontando oltre sette secoli di storia, cultura e ricerca.

Le sue origini risalgono al 1256, quando i frati francescani, grazie alla concessione del vescovo Guglielmo Fogliani, si insediarono presso la chiesa di San Luca e nel vicino palazzo imperiale, allora sede vescovile.
Nel corso dei decenni, l’edificio si trasformò in un vasto convento, sviluppandosi attorno a un ampio chiostro porticato e a un grande orto cinto da mura, cuore silenzioso della vita monastica.

L’aspetto monumentale che oggi possiamo ammirare è però frutto di un importante rifacimento architettonico realizzato nei primi decenni del Settecento.
Con le soppressioni napoleoniche, il complesso cambiò radicalmente funzione: da convento divenne caserma e stalla per cavalli, per poi ospitare istituzioni scolastiche.
Dopo la Restaurazione accolse il Regio Convitto Legale al primo piano e il Regio Liceo di Chimica e Fisica al pianterreno, segnando l’inizio di una nuova vocazione scientifica.

Proprio questo contesto portò, nel 1830, all’esposizione della preziosa collezione di Lazzaro Spallanzani, acquistata dal Comune pochi anni prima.
Un passaggio fondamentale che trasformò il palazzo in un centro di conservazione e divulgazione del sapere.

Un altro capitolo decisivo si aprì nel 1862 con don Gaetano Chierici, fondatore del Gabinetto di Antichità Patria, poi divenuto Museo di Storia Patria.
A lui si deve anche il Museo di Paletnologia, dedicato alla preistoria e protostoria reggiana, allestito secondo metodi innovativi che fecero di Chierici uno dei fondatori della disciplina paletnologica in Italia.

Oggi il Palazzo dei Musei custodisce un patrimonio straordinario.
La Galleria dei Marmi, inaugurata nel 1875 e rinnovata nel 1991, offre un affascinante percorso tra epigrafi romane, sculture e reperti lapidei dal Medioevo al Settecento, con importanti testimonianze architettoniche visibili anche nel suggestivo Chiostro.

Nell’Atrio dei Musei si ammirano mosaici geometrici romani e grandi frammenti medievali provenienti dal Duomo e dalle chiese cittadine di San Prospero, San Giacomo e San Tommaso, testimoni della vivace stagione artistica tra XII e XIII secolo.

Le collezioni ottocentesche si arricchiscono delle sezioni naturalistiche: zoologia (Sala Antonio Vallisneri), anatomia (Sala Paolo Assalini), botanica ed etnografia (Sala Giambattista Venturi), quest’ultima riallestita nel 1999 e integrata con materiali del Museo di Antichità di Parma.

Un punto centrale del percorso è la sala dedicata alla Reggio Romana (1996–1998), che racconta la città dalle origini romane all’età barbarica attraverso monete, mosaici, ceramiche, oreficerie ed epigrafi.
Dal 2015, la sala ospita anche Regium@Lepidi 2200, un museo virtuale e interattivo che ricostruisce l’antica città romana con tecnologie immersive.

Il viaggio continua nel tempo profondo con le sezioni di Geologia e Fauna del Reggiano, fino a uno dei reperti più sorprendenti: i resti della balena Valentina, un cetaceo fossile di 3,5 milioni di anni, rinvenuto nella Valle del Secchia.

Più nuovo, Più grande, più Museo

Un viaggio nel tempo tra storia, arte e contemporaneità

La storia recente del Palazzo dei Musei prende vita nel 2005, quando il celebre architetto Italo Rota viene incaricato di ripensare e ristrutturare completamente l’edificio.
Il progetto restituisce alla città l’ultimo piano del museo e riallestisce l’intero secondo piano, dove trovano posto le collezioni artistiche e archeologiche, segnando un nuovo capitolo nella storia di questo straordinario luogo.

Rota immagina un museo moderno e dinamico, dove il passato dialoga con la contemporaneità.
Un filo rosso che unisce le collezioni storiche, come la celebre Collezione Spallanzani, alla Galleria Fontanesi e alle raccolte archeologiche, fino a condurre il visitatore al terzo piano, dove il museo si apre alla complessità del mondo di oggi.

Il percorso racconta i secoli, i protagonisti e le eccellenze del territorio: dal console fondatore Marco Emilio Lepido, al poeta Ludovico Ariosto, dalla storia del Tricolore fino all’opera fotografica di Luigi Ghirri e alla prestigiosa Collezione di Fotografia Europea.

Gli spazi sono concepiti per il dialogo e la riflessione: diorami e installazioni stimolano nuove interpretazioni e punti di vista; l’ultimo piano ospita i Laboratori, luoghi di partecipazione attiva e creativa per il pubblico el’Agorà diventa luogo di incontro e confronto, dove le idee prendono forma e si condividono.

La Manica Lunga, spazio del museo temporaneo che occupa tutta la grande navata dell’ultimo piano, rappresenta il simbolo della contemporaneità.
Qui ha trovato nuova collocazione e adeguata visibilità lo storico Capodoglio, uno dei reperti più amati e simbolici del museo, caro alla memoria della città.

Contatti

Via Spallanzani, 1 - 42121 Reggio Emilia

Tel. 0522 456816
musei@comune.re.it

Musei Civici di Reggio Emilia