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Galleria Parmeggiani

La Galleria raccoglie la collezione d'arte di Luigi Parmeggiani. Tra le opere più pregiate: il Ritratto del Principe Carlos di Borbone di Herrera Barnuevo, precedentemente attribuito a Velázquez; il Trittico del XVI secolo oggi attribuito al maestro di Bruges e in passato riferito a Van Eyck; il Salvatore Benedicente di sicura attribuzione a El Greco.

Informazioni

Corso Cairoli, 2 - 42121 Reggio Emilia
telefono 0522 451054
sito web Galleria Parmeggiani
sito web GiraReggio

A causa di lavori di manutenzione, sono attualmente visitabili soltanto il Salone centrale, la Sala dei gioielli, la Sala delle armi e le Sale Escosura.

Orari

Settembre-Giugno
Da Martedì a Venerdì: 15-18
Sabato, Domenica e festivi
: 10-13; 15-18

Luglio-Agosto
Venerdì, sabato: 10-13; 21-23
Domenica e festivi 10-13

Tariffe

Ingresso gratuito

Come arrivare

Reggio Emilia - centro storico

I LUOGHI DELLA CITTÀ ACCESSIBILE

I luoghi della città accessibile è un progetto di di Reggio Emilia Città Senza Barriere realizzato insieme al CRIBA Emilia Romagna che si pone l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e la fruibilità dei negozi e dei locali della città di Reggio Emilia

sito web Reggio Emilia Città Senza Barriere - Galleria Parmeggiani

Cenni storici

La Galleria Parmeggiani è un interessante episodio collezionistico che ha visto confluire a Reggio Emilia, nel 1925, tre diverse collezioni ottocentesche: i dipinti, mobili e tessuti che appartengono alla raccolta del pittore, collezionista e antiquario Ignacio Leon y Escosura, le armi e le oreficerie che provengono dalla bottega parigina Marcy e la produzione pittorica di Cesare Detti.
Artefice di tale connubio, attraverso un intricato sviluppo di vicende che attraversa i temi del collezionismo, della produzione e del commercio di falsi, oltre che delle vicende dei gruppi anarchici in Europa tra Otto e Novecento, è Luigi Parmeggiani curiosa figura di anarchico convertito all’arte e all’antiquariato. Coinvolto nel 1889 a Reggio Emilia nell’attentato alla vita di due deputati del Partito Socialista, Parmeggiani si rifugia a Londra dove incontra lo spagnolo Escosura, proprietario di una Galleria d’oggetti d’arte e pittore di scene storiche ricostruite in atelier utilizzando abiti, oggetti e arredamenti da lui stesso raccolti e collezionati. Il legame tra Parmeggiani ed Escosura si consolida in seguito a Parigi nella gestione della Galleria antiquaria “Louis Marcy Maison”, appartenente alla famiglia di Madame Escosura, Marie Therese Augustine Filieuse Marcy.
All’attività commerciale della Galleria si collegava la produzione artigianale di oggetti in stile antico, disegnati da Escosura unendo particolari di celebri pezzi antichi realizzati da abilissimi artigiani e poi venduti come autentici a musei e illustri collezionisti. I falsi Marcy, che oggi risultano essere particolarmente apprezzati e ricercati come pezzi da collezione, sono soprattutto oggetti ispirati al mondo medievale e rinascimentale, realizzati in metallo, arricchiti con smalti e pietre semipreziose e decorati con motivi araldici. Alla morte di Escosura, nel 1902, la vedova inizia una relazione con Parmeggiani, il quale cambia identità e assume il nome di Louis Marcy, sostituendo il pittore spagnolo nel commercio dei falsi Marcy e riuscendo a collocare numerosi pezzi nelle più importanti gallerie d’arte pubbliche e private dell’epoca. Nel 1920, Luigi Parmeggiani sposa Anna Detti, nipote di Madame Escosura e figlia del pittore spoletino Cesare Detti. Insieme a lei torna nel 1924 a Reggio Emilia portando dalla Francia un patrimonio d’arte costituito dai mobili, costumi, tessuti e dipinti della collezione privata di Ignacio Leon y Escosura e gli oggetti di artigianato ereditati dalla bottega Marcy. Dallo straordinario portale del XV secolo proveniente da Palazzo Mosen Sorell a Valencia si accede all'interno di questo palazzo in stile gotico-rinascimentale, fatto costruire da Luigi Parmeggiani tra il 1925 e il 1928 (su progetto dell’ingegnere reggiano Ascanio Ferrari) per ospitare la sua raccolta d’arte. L’edificio, sia dentro che fuori, sembra esprimere una sintesi di modelli del mondo antico, medievale e rinascimentale, perfettamente in sintonia con le caratteristiche della collezione ospitata. Nel 1932 Anna e Luigi Parmeggiani vendono l’edificio e l’intera raccolta al Comune di Reggio Emilia ottenendo in cambio un vitalizio per l’apertura della Galleria. Luigi Parmeggiani muore nel 1945 e la moglie Anna nel 1954.

Museo di Qualità - riconoscimento dell'Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna.

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