Partenza da
Reggio Emilia
Lunghezza
134 km
Durata
7 giorni
Adatto a
Escursionisti

Trasporti

Il Sentiero Spallanzani attraversa tutte le fasce di vegetazione dell’Appennino reggiano, partendo da Reggio Emilia e arrivando fino a S. Pellegrino in Alpe, sul crinale tosco-emiliano.
Sulle orme del celebre scienziato Reggiano Lazzaro Spallanzani, questo cammino tutte le fasce climatiche, geografiche e biologiche della Provincia di Reggio Emilia.

È un percorso di “bassa” e “media” montagna con altezza massima di 1.820 m, lungo circa 134 km e con un dislivello complessivo di circa 5.000 metri, che incomincia nel centro storico di Reggio Emilia, dove è custodita la Collezione Spallanzani.


L’illustre scienziato scandianese infatti, ha donato al comune di Reggio Emilia la propria collezione privata, oggi visitabile presso il Palazzo dei Musei.
Dal centro storico, si prosegue verso est, si percorre la Greenway del Torrente Rodano, si attraversa l’abitato di Fellegara e si raggiunge il Comune di Scandiano, casa natale dello scienziato.

Tutto l'itinerario si può percorrere in 7 giorni di cammino, oppure a tratti, tappa per tappa, per scoprirne nel tempo le bellezze. Tutte le tracce e i percorsi dettagliati sono disponibili in questa pagina o al nostro profilo Komoot.

Tappa 1 - Da Reggio Emilia a Scandiano

Il cammino inizia nel centro storico di Reggio Emilia, al Palazzo dei Musei, che custodisce la Collezione Spallanzani. Dopo un breve tour tra le principali piazze, il percorso prosegue su via Emilia San Pietro, per poi proseguire verso la Ex Polveriera, l'area sportiva di Campo di Marte, Parco del Quinzio e il Parco del Mauriziano. Uscendo dalla città, il percorso diventa totalmente ciclopedonale, collegandosi al sentiero fluviale del torrente Rodano. Poco più avanti si raggiunge il bivio con il ponte di colore rosso, proseguendo dritto seguendo una comoda carreggiata che si inoltra nella vegetazione.

Poco oltre troviamo un importante elemento storico: il Canale di Secchia, una via d’acqua artificiale costruita dai romani per portare l’acqua del fiume dentro alla città di Reggio Emilia.

Proseguendo il percorso, si raggiunge la strada asfaltata in corrispondenza del ponte del Gazo, un luogo che ha visto svolgersi un importante battaglia.

Proseguiamo tra i campi e le vigne e, attraversato il centro di Fellegara, raggiungiamo il percorso ciclo pedonale del Tresinaro, che conduce fino a Ca' de Caroli di Scandiano. Qui si devia verso il centro storico, che merita certamente una visita per la sua bella Rocca dei Boiardo e per la casa natale di Lazzaro Spallanzani, da dove il naturalista partiva per le sue escursioni scientifiche sull’Appennino.

Località attraversate: Reggio Emilia centro – Mauriziano – Parco Del Rodano – Canale di Secchia – La Giarola – Sabbione – Fellegara – Ca’ de Caroli – Scandiano

Tappa 2 - Da Scandiano a San Giovanni di Querciola

Dal centro di Scandiano ritorniamo sulla ciclopedonale del Tresinaro, fino ad arrivare al borgo di Ventoso, dove l’inizio del sentiero è facilmente riconoscibile perché situato in prossimità del fianco occidentale dell’ex fornace. Una carraia risale la valle del rio Guiglia tra macchie arbustive ed ampie praterie.

Raggiunto lo spartiacque si incrocia il sent. 604 (anello del M. Evangelo) e si prosegue verso sud-ovest con vasta veduta sui colli della bassa val Tresinaro. Mantenendosi sulla linea di spartiacque, si snoda in falsopiano tra affioramenti di argilla scagliosa. Nella prateria a graminacee in primavera fioriscono numerose orchidee

Arrivati a Case Monte di Sopra, si può osservare la famosa quercia pluricentenaria (tra i più begli esemplari dell’Emilia). Si ritorna sul tracciato in direzione Colombaro e si raggiunge Rondinara. Arrivati a un gruppo di case la strada diventa mulattiera e conduce al caratteristico Castello di Viano, parte del complesso difensivo matildico. Proseguendo in direzione Casina dopo 500 mt sulla sinistra si trova il parcheggio con il cartello che illustra le Salse di Regnano, vulcanetti di fango freddo che bolle nel terreno argilloso, fenomeno causato dalla presenza sotterranea di idrocarburi gassosi.

Lazzaro Spallanzani aveva studiato varie volte le Salse, come testimonianza viva dell'attività geologica molto presente in regione. Proseguendo sul percorso arriviamo quindi a San Giovanni di Querciola, piccolo borgo nelle colline reggiane.

Località attraversate: Scandiano - Ventoso - Bottegaro - Colombaro - Rondinara - il Monte - La Minghetta - Castello di Viano (ore 2,30) - S. Polo - Mamorra - Casino - Rio Faggiano (ore 4) - Ca’ de Vezzoli - Regnano - San Giovanni di Querciola

Tappa 3 - Da San Giovanni di Querciola alla Pieve di San Vitale

Questo tratto del Sentiero Spallanzani si inserisce all’interno di uno dei cammini più suggestivi dell’Appennino reggiano.

L’escursione parte dalla località di San Giovanni di Querciola, con un percorso ben segnato che si snoda prima attraverso strade sterrate e sentieri di campagna, attraversando boschi di latifoglie e radure erbose ricche di biodiversità. 

Man mano che si avanza, il cammino incontra caratteristici tratti di mulattiera e sentieri boschivi, offrendo scorci panoramici sulle valli del Rio Tresinaro e sulla dorsale collinare circostante.

Punto di arrivo di questa tappa è la Pieve di San Vitale, un antico edificio sacro con origini medievali, le cui tracce storiche risalgono già all’anno 980.

Questa sezione del percorso, pur non essendo tecnicamente difficile, richiede buona concentrazione sui segnavia e una condizione fisica adeguata, poiché alterna tratti di salita a tratti più pianeggianti. È consigliabile affrontarla in stagioni miti come primavera o autunno, quando la natura si mostra nei suoi colori più intensi e piacevoli.

Località attraversate: S. Giovanni di Querciola - Prediera - Ca’ de’ Pazzi - Sorriva - Mulino del Tasso - Monte delle Ripe - Case Mattioli - Giandeto - Stropeda - Croveglia - Buramedia - Cerpiano - Mulino delle Noci - Mandra - Pianzano - Ca’ Spadaccini - S. Vitale

Tappa 4 - Dalla Pieve di San Vitale a Ginepreto

Questo quarto giorno del Sentiero Spallanzani continua il viaggio a piedi lungo una delle tappe più panoramiche e ricche di natura dell’intero cammino. Dalla Pieve, il sentiero si sviluppa su crinale attraversando boschi misti di faggio, castagno e roverella e antichi percorsi che un tempo costituivano vie di comunicazione locali.

Lungo il tragitto si aprono ampie vedute panoramiche sulla Valle del Secchia, mentre il profilo caratteristico della Pietra di Bismantova domina l’orizzonte nei giorni più limpidi, creando un contrasto scenografico tra altopiani e vallate. L’ambiente è geologicamente interessante, con rocce e formazioni naturali che raccontano milioni di anni di storia montana; la flora e la fauna locali – dal sottobosco a prati e faggete – offrono un’esperienza immersiva nella natura dell’Appennino. 

Lungo la tappa si incontra il Castello di Carpineti, fortezza medievale costruita tra X e XI secolo, che domina le valli circostanti con la sua posizione panoramica.

La tappa si chiude a Ginepreto, tipico borgo appenninico ai piedi della Pietra di Bismantova.

Località attraversate: San Vitale – Castello di Carpineti – Ca’Fosola (1.30 h) – Campogallinaro – Saccaggio – La Noce – Campolungo (3.30 h) – Campo Pianelli – Pietra di Bismantova (5 h) – Ginepreto

Tappa 5 - da Ginepreto a Ligonchio

Questa tappa del Sentiero Spallanzani prosegue il viaggio attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano, partendo dal borgo di Ginepreto, l’itinerario si snoda per sentieri storici, mulattiere e boschi.

La prima parte del percorso scende gradualmente da Ginepreto verso l’alveo del fiume Secchia, seguendo antiche mulattiere che attraversano boschi e prati.
In questo tratto è possibile osservare affioramenti geologici di grande interesse, in particolare i caratteristici Gessi Triassici, parte del programma dell’UNESCO “L’Uomo e la Biosfera” (MAB) del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Attraversato il Ponte del Pianello, il cammino prosegue su strade bianche e sentieri che si inerpicano su un pianoro coperto di castagni. 

Lungo il percorso si incontrano antichi borghi rurali e suggestive località come Ca’ Rabacchi e Castellaro, arroccato su un colle di origine vulcanica, che offre vedute uniche sull’intreccio di vallate e colli.

Dopo aver attraversato aree di pascoli e boschi, il sentiero tocca Montecagno e il borgo tradizionale di Casalino, prima di avvicinarsi all'arrivo di Ligonchio.

Località attraversate: Ginepreto – Ca’ Merlo – Ca’ Ceccarelli – Mulino di Vologno – Ponte del Pianello
(1 h) – Ca’ Rabacchi – Monte Carù – Ca’ di Budriotto – Castellaro – Cerrè Sologno (3 h) – Montecagno – Casalino (4.30 h) – Ligonchio

Tappa 6 - Da Ligonchio al Rifugio Battisti

Questa sesta tappa del Sentiero Spallanzani raggiunge il Crinale Appenninico, fino a raggiungere il Rifugio Cesare Battisti, a 1700 metri di quota.

Dal centro di Ligonchio il sentiero segue inizialmente tratti ombreggiati di sentiero e strade di bosco che si sviluppano lungo la valle del torrente Ozola. Qui si alternano castagni e faggi secolari, e in alcune stagioni il terreno può risultare umido e morbido, mentre l’alternarsi di radure e boschi crea un susseguirsi di ambienti naturali molto suggestivi. 

Superata la zona della Presa Alta, il percorso inizia a salire con decisione verso quote più elevate. Il sentiero si innalza gradualmente fino a raggiungere costantemente quote di alta montagna.

La parte centrale della tappa si sviluppa attraverso sentieri che si inerpicano tra faggete e praterie di alta quota.

La tappa culmina al Rifugio Cesare Battisti, posto a oltre 1.700 m di quota, circondato dalle creste e dalle vette che segnano il cuore alpino dell’Appennino.

Località attraversate: Ligonchio – Presa Bassa – Presa Alta (2 h) – Passo di Romecchio (4 h) – Rifugio Bargetana – Rifugio Battisti

Tappa 7 - dal Rifugio Battisti a San Pellegrino in Alpe

Settima e ultima tappa del Sentiero Spallanzani, che seguendo la linea del crinale appenninico e confine tra Toscana ed Emilia porta fino al Santuario di San Pellegrino in Alpe, crocevia tra le province di Modena, Reggio Emilia e Lucca.

La giornata inizia al Rifugio Battisti, un punto di riferimento per i camminatori dell’Appennino, collocato tra boschi di faggio e prati di alta quota, con viste panoramiche sulle cime circostanti.

Dal rifugio, il sentiero segue antichi tracciati di montagna, attraversando pascoli verdi e zone rocciose, con panorami che si spingono verso la valle sottostante e, nelle giornate limpide, verso linee di crinale lontane. Il percorso è segnato con i classici segni bianco-rossi del CAI e dalla sigla S.SP, che guidano chi cammina attraverso ambienti naturali variegati che caratterizzano la parte più selvaggia e suggestiva dell’Appennino Emiliano. 

In discesa, il sentiero conduce verso San Pellegrino in Alpe, piccolo borgo montano ricco di storia e architetture tradizionali, nonché punto di passaggio per altri cammini transappenninici come il Cammino di San Pellegrino e la Via Matildica del Volto Santo.

Località attraversate: Rifugio Battisti – Bocca di Massa (2 h) – Passo di delle Forbici (3 h) – Cima La Nuda – Colle dei Laghi – Passo delle Radici (4.30 h) – Villa Bianchi – S. Pellegrino in Alpe