Il sentiero CAI 646R è un percorso urbano ad anello che inizia e termina al centro sociale Rosta Nuova, snodandosi all’interno dei quartieri di Rosta Nuova e, in parte, di Pappagnocca e Buco del Signore.Segue un itinerario storico che tocca diversi punti di interesse in parte non più visibili come i canali e le relative infrastrutture idriche che attraversavano il territorio quando si caratterizzava come una zona di campagna afferente alla “villa” (frazione) di San Pellegrino. Attualmente alcuni di essi sono interrati, come ad esempio il canale del Buco del Signore, o demoliti, come l’antico mulino della Rosta.Oltre alle acque, fra cui spicca il millenario Canale di Secchia, sono degne di nota alcune emergenze architettoniche e vegetali, caratterizzato alberature di pregio come la grande quercia monumentale di via Marzabotto o il pioppo bianco del parco Noce Nero, messo a dimora nel 1997 dal capo spirituale della tribù americana degli indiani Lakota (Sioux). Di grande interesse urbanistico l’insediamento residenziale ex INA Casa “Rosta Nuova” (1961) di via Wybicki.

Reggio Città dei Sentieri
Trasporti
"Reggio Città dei Sentieri" è un progetto di partecipazione del Comune di Reggio Emilia e dei cittadini, volto a creare una rete di sentieri accessibili su tutto il territorio comunale per una migliore mobilità sostenibile e un nuovo modo di scoprire la città, dentro e fuori dal centro storico.
Il sistema dei sentieri ciclopedonali di Reggio Emilia rappresenta un’importante infrastruttura di mobilità sostenibile e una “chiave di accesso” a un patrimonio culturale e di comunità molto significativo, poiché portatore di socialità, contenuti educativi, esperienza e conoscenza diretta dell’ambiente, valorizzazione del paesaggio e recupero della memoria legata al territorio.
Questi percorsi, definiti insieme ai cittadini in occasione delle ‘passeggiate progettanti', si snodano per un totale di 160 chilometri lungo piste ciclopedonali, sentieri, carraie, a seconda della loro collocazione geografica. Una fitta rete di sentieri e di vie per riscoprire la città dentro e fuori, in ogni angolo del territorio comunale, dai palazzi del centro alla quiete della campagna.
I percorsi sono tutti di difficoltà bassa, da percorrere a piedi o in bici a qualsiasi età e preparazione.
Prestare attenzione ad eventuali pericoli e/o attraversamenti pedonali su strade.
Per maggiori informazioni e schede complete visitare il sito www.comune.re.it/cittadeisentieri
Tutti i percorsi sono disponibili sull'app ufficiale "Sentieri Appennino" di GeoMedia.
È possibile consultare i percorsi presso il nostro ufficio IAT-R (Via Farini 1/A - 42121 Reggio Emilia).
Tutti i percorsi sono gestiti dal Comune di Reggio Emilia, in partecipazione con il CAI di Reggio Emilia, FIAB RE, Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, UISP, Ente Parchi Emilia Centrale, WWF Emilia Centrale, ISTORECO (Istituto Storico per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea), associazioni cittadine, aziende e cittadini privati.
I percorsi sono 23 e distribuiti su tutto il territorio comunale:
1 - Anello della Rosta (Sentiero CAI 646R)
2 - Anello della Canalina (Sentiero CAI 646G / 646S)
3 - Anello Alex Langer (Sentiero CAI 620G)
4 - Anello di Santa Croce e delle Reggiane (Sentiero CAI 646R)
5 - Strada della Biodiversità (Sentiero CAI 642F)
6 - Anelli di Canali-Il Pozzo e Canali-Castello (Sentiero CAI 646J)
7 - Anello di Roncocesi (Sentiero CAI 620A)
8 - La Via delle Ville (Sentiero CAI 646D)
9 - Anello del Campovolo (Sentiero CAI 646P)
10 - Sentiero Reggio - Corte Valle Re (Sentiero CAI 620)
11 - Anello del Castello di Cadè (Sentiero CAI 620C)
12 - Anello di Villa Cella (Sentiero CAI 620B)
13 - Anello di Cavazzoli (Sentiero CAI 620D)
14 - Giro delle Acque di Pieve Modolena (Sentiero CAI 620F)
15 - Tratto urbano del Sentiero dei Ducati
16 - Anello di Canali e Fogliano (Sentiero 646L)
17 - Tratto urbano del Sentiero Spallanzani
18 - Sentiero del Canale di San Maurizio, con anelli del Mauriziano e diram. per Gavasseto e Castellazzo (Sentiero CAI 610)
19 - Anello dei Murales di Corticella (Sentiero CAI 610F)
20 - Greenway del Rodano e anelli di Gavassa e Cirenaica (Sentiero CAI 646M)
21 - Tratto urbano della Via Matildica del Volto Santo
22 - Anello di Villa Sesso (Sentiero CAI 620H)
23 - Anello di San Prospero Strinati (Sentiero 620E)
Anello della Rosta
Anello della Canalina
L’itinerario si sviluppa a cavallo di via della Canalina, asse stradale di origine romana dotato di alberature di pregio, ed è formato da due anelli individuati dai sentieri CAI 646G e 646S.
Punto partenza e di arrivo del percorso è Villa Magawly (sec. XVI), immersa in un bosco di rilevante interesse botanico.
Il primo anello, percorso CAI 646G “Canalina 1”, attraversa i parchi: della Pace, CLN, L’Acacia Rosa e I Platani toccando il centro direzionale San Pellegrino, il quartiere INA-Casa Crocetta (via Bismantova), il quartiere Betulla 21 (sorto sull’ex Villaggio Catellani), e il quartiere Compagnoni-Fenulli.
Il secondo anello, percorso CAI 646S “Canalina 2”, conduce al parco Il Noce (Nuovo Villaggio Catellani) che ospita il murale dedicato al cestista di fama mondiale Kobe Bryant, reggiano d’adozione. Tocca diversi punti di interesse fra cui: il Villaggio Architetti (INA-Casa Nebbiara), il Centro Insieme, i poli degli ex Artigianelli e dell’ex OSEA e il nuovo parco Walpot.
La porzione meridionale del tracciato è parte della transition zone del MAB Unesco Appennino Tosco-Emiliano.
Anello di Alex Langer
L’anello interessa un’area periurbana posta fra l’Orologio, Pieve Modolena e Regina Pacis.
Punto di partenza e di arrivo è il Giardino Alex Langer, uno spazio dedicato al dialogo interreligioso e multiculturale e per questo intitolato al pioniere del pensiero ambientalista e pacifista.
L’itinerario attraversa luoghi di importante rilevanza storica quali: il casino Ottavi, che nel 1944 ospitò un incontro clandestino fra Benito Mussolini e il feldmaresciallo nazista Albert Kesselring; il Bosco Terrachini che, dopo aver ospitato una divisione dell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, fu sede nel dopoguerra delle prime feste de l’Unità; il parco “Paolo Davoli” intitolato al martire partigiano di Cavazzoli medaglia d’argento della Resistenza; il parco del Gelso, che prende il nome dall’albero monumentale ospitato all’interno del casino dell’Orologio, nato a sua volta come dimora signorile di campagna e oggi polo di aggregazione socio-culturale del quartiere.
Anello di Santa Croce o delle Reggiane
L’anello di Santa Croce è un percorso che inizia e termina in piazzale Europa.
Attraversa i parchi del Ciliegio e degli orti di via Monte Nero, il canale di Reggio (già canale d’Enza) e i campi sportivi della Reggiana calcio. A livello storico tocca il grande complesso delle ex officine Reggiane, che oggi ospitano il Tecnopolo, il Centro internazionale per l’infanzia Loris Malaguzzi (sito negli ex magazzini del formaggio Locatelli), le casette dei ferrovieri di via Veneri e il chiesolino della Madonna dello Zappello di viale Ramazzini. Questo simbolico luogo di culto è posto di fronte allo spazio “rigenerato” di Viale Ramazzini 33, un tempo sede del glorioso circolo Maffia, e alla chiesetta di Gesù Operaio, che ebbe come cappellano don Gaetano Incerti, il “combattivo” prete delle Reggiane.
L’itinerario 646Z (ossia la traversa di 1,3 km) tocca la neoclassica Villa Cougnet, ex sede della Circoscrizione VII e oggi biblioteca, e i rioni ultrapopolari del Cairo (oggi scomparso) e del Villaggio Pistelli (già Corridoni).
Strada della Biodiversità
È un itinerario tra natura e aziende che operano nella campagna di pregio posta sull’altopiano morenico del Ghiardo, a ovest della città. Il percorso è situato all’interno dell’area paesaggistica fra i parchi agricoli fluviali dei torrenti Modolena e Quaresimo e si sviluppa come una passeggiata che congiunge Coviolo con Codemondo e Rubbianino. Censito dal CAI come 642F, include anche una variante ad anello sull’antica strada militare Riccò (via Pomponazzi). Il progetto vede la partecipazione di una decina di aziende locali operanti nel campo dell’agricoltura biodinamica, della ristorazione a km 0 e delle attività ricettive. L’intero tracciato corre all’interno della transition zone del MAB Unesco Appennino Tosco-Emiliano.
Anello di Canali-Il Pozzo
Il percorso è il primo di due anelli situati sulla riva destra del Crostolo, fra San Pellegrino e Canali.
Il primo anello (sentiero CAI 646J “Anello Canali 1”), di 3,4 km, nasce al ponte ciclopedonale di via De Sanctis (già viazza del Pozzo) come diramazione orientale della greenway del Crostolo. Caratterizzato da un paesaggio più selvatico e incolto rispetto a quello della passeggiata delCrostolo, lambisce l’Oasi del Gruccione, un’ex cava così chiamata dal piccolo uccello che vi nidifica ma diffidente e piuttosto difficile da vedere.
Il secondo anello (sentiero CAI 646Y “Anello Canali 2”), lungo 2,8 km, ha come caposaldo il centro sociale di Canali diramandosi, tramite nuovi percorsi ciclabili e pedonali, fino al vecchio mulino della frazione, un impianto produttivo appartenuto al Duca di Modena, poi ai conti Corbelli: esistente già nel ‘600 è rimasto attivo fino alla seconda metà del XX secolo sotto i Davolio Marani. L’itinerario è parte della transition zone del MAB Unesco Appennino Tosco-Emiliano.
Anello di Canali-Castello
Il percorso è il secondo di due anelli situati sulla riva destra del Crostolo, fra San Pellegrino e Canali.
Il primo anello (sentiero CAI 646J “Anello Canali 1”), di 3,4 km, nasce al ponte ciclopedonale di via De Sanctis (già viazza del Pozzo) come diramazione orientale della greenway del Crostolo. Caratterizzato da un paesaggio più selvatico e incolto rispetto a quello della passeggiata del Crostolo, lambisce l’Oasi del Gruccione, un’ex cava così chiamata dal piccolo uccello che vi nidifica ma diffidente epiuttosto difficile da vedere.
Il secondo anello (sentiero CAI 646Y “Anello Canali 2”), lungo 2,8 km, ha come caposaldo il centro sociale di Canali diramandosi, tramite nuovi percorsi ciclabili e pedonali, fino al vecchio mulino della frazione, un impianto produttivo appartenuto al Duca di Modena, poi ai conti Corbelli: esistente già nel ‘600 è rimasto attivo fino alla seconda metà del XX secolo sotto i Davolio Marani.
L’itinerario è parte della transition zone del MAB Unesco Appennino Tosco-Emiliano.
Anello di Roncocesi
L’itinerario 620A è un percorso caratterizzato da due anelli escursionistici che lambiscono il sentiero CAI 620 ‘Reggio Emilia-Corte Valle Re’.
Il primo anello (km 4,00) ha origine dalla piazza di Roncocesi: giunge sul torrente Modolena tramite il cosiddetto “Carrobbio” (via Rolando Iotti). Il percorso si porta verso Casa Fontanesi, luogo legato alla Resistenza e all’antifascismo. Dall’argine del Modolena, superate l’A1 e la Tav, si arriva in via San Biagio, dove fino al XVI secolo erano ubicati la primitiva chiesa e il castello di Roncocesi, spostati poi nella sede attuale, a causa di continue esondazioni. Da lì si ritorna nel centro di Roncocesi, luogo natio del cantante Adelmo “Zucchero” Fornaciari e ultima residenza del fotografo Luigi Ghirri.
Il secondo anello (km 5,00) si stacca dal ponte sul Modolena di via San Biagio verso il canale di San Silvestro, virando poi verso sud sulla zona del Felesino, che prende il nome dalle felci ivi insediate. Durante la Guerra di Liberazione 1943-1945, la zona divenne importante per aver ospitato le “Case di Latitanza” per i partigiani della 76ª Brigata Garibaldi operanti in zona. Nel centro di Roncocesi i due parchi Amarenzio Montanari di via Iotti e l’area boscata a fianco della latteria ricordano l’opera di Paride Allegri, già comandante partigiano poi capo della serra comunale, che mise a dimora gli alberi presenti.
Anello del Campovolo
Il circuito si sviluppa intorno all’area aeroportuale cingendola interamente. Si collega attraverso a due diramazioni a piazzale Europa, dove si trovano Tecnopolo e stazione centrale, e a via Caduti delle Reggiane, su cui insistono la sede provinciale del CAI e il collegamento ciclabile Reggio-Gavassa.
Inserito nel cuneo verde dell’aeroporto di Reggio, descrive un cerchio irregolare schiacciato, a nord, dai canali di Reggio (già d’Enza) e di Calvetro e, a sud, dalla ferrovia Milano-Bologna. A est è delimitato dall’asse stradale per Gavassa e Correggio e a ovest dal torrente Rodano. Tocca ben quattro parchi naturali:
i boschi urbani Enrico Berlinguer e Paride Allegri, l’area di forestazione posta fra le Reggiane e il cavalcaferrovia di via del Partigiano e il parco agricolo-fluviale del Rodano.
Per alcuni centinaia di metri lambisce la nuova RCF Arena Campovolo collegando il ponte di Villa Curta con via Vertoiba.
All’altezza della fermata ferroviaria del San Lazzaro si collega con l’omonimo campus universitario nonché sede dell’Ausl di Reggio Emilia e con il tracciato meridionale della greenway del Rodano, verso il Mauriziano.
Anello del Castello di Cadè
Il percorso nasce come un prolungamento alla località Paverazzi del sentiero CAI 620C, a sua volta diramazione dell’itinerario CAI 620 di Corte Valle Re. Da via Giordano Bruno (Via Emilia) si snoda su via Castello disegnando un anello che tocca via Piave, via Villa Chiara, via Casel di Ferro e via Abele Fantini, ricongiungendosi infine alla via iniziale in località Castello di Cadè.
Il tracciato tocca l’appendice settentrionale della zona agricola di Barco, nel comune di Bibbiano, e le antiche tenute della fondazione Magnani-Rocca.
In località Paverazzi si collega al sentiero 640A che termina all’ex convento matildico di Montefalcone.
Anello di Villa Cella
Il tracciato si snoda nelle campagne di Cella poste a nord della via Emilia, fra la ferrovia Milano-Bologna e la vecchia chiesa parrocchiale, oggi in rovina.
L’itinerario è formato da due anelli posti rispettivamente a nord e a sud della linea ferroviaria e collegati fra loro tramite il sottopasso di via Delmino Spaggiari.
L’anello meridionale lambisce il centro abitato di Cella transitando per via Croci e il primo tratto di via Spaggiari; il secondo anello, posto a nord, tocca la parte di maggiore valore paesaggistico, insistendo sull’antico tracciato di via Cella all’Oldo (oggi via Senna) che porta alla chiesa vecchia e al castello per poi ripiegare sul fontanile di via Tevere, l’unico attivo in loco.
Anello di Cavazzoli
L’itinerario rappresenta una variante al sentiero CAI 620 ‘Reggio Emilia-Corte Valle Re’. È un percorso escursionistico ad anello interno al centro abitato di Cavazzoli che, con inizio e fine al circolo Rondò, tocca diversi punti di interesse storici della villa (frazione). Fra questi spiccano: l’antica terramara, il casino Nobili, la chiesa di Ognissanti, la casa natia di Cesare Campioli il sindaco della Liberazione, la cooperativa Rondò, il cippo ai caduti dell’Eccidio del 1944, situato qualche centinaio di metri più a ovest dell’abitazione del martire Paolo Davoli, medaglia d’argento della Resistenza e amico fraterno di Campioli.
Un cammino breve ma ricco di storia che non si dimentica di citare i protagonisti del secondo Novecento cavazzolese: Raffaele Campioli, nipote di Cesare, cooperatore e storico fondatore del Rondò, e Don Bruno Zinani, parroco di questa comunità per più di mezzo secolo. Figure che, pur con modalità differenti, hanno quotidianamente operato per il bene comune, in un cammino che li ha visti mancare entrambi lo stesso giorno nel medesimo luogo, vinti come tanti dal COVID-19. Immerso all’interno dell’ambito agricolo periurbano del torrente Crostolo, il tracciato si sovrappone all’itinerario della Cintura Verde, da cui una diramazione conduce alla Valle di San Giulio e al suo antico oratorio (sec. XVII). Tramite le due passerelle sul Crostolo, l’anello è allacciato ai Percorsi di storia del Paesaggio di Villa Sesso (sentiero CAI 620H) e all’Anello di San Prospero Strinati (sentiero CAI 620E).
Anello di Canali e Fogliano
L’anello si sviluppa nella vasta zona agricola posta fra Canali, Fogliano e il comune di Albinea, collocandosi fra il parco fluviale del Crostolo e il parco del Rodano.
È un itinerario totalmente incuneato in una vasta zona agricola attraversata dal rio Acqua Chiara e dal limitrofo paleoalveo abbandonato del Crostolo che collegava l’attuale corso del principale torrente della città al Rodano. Ha inizio presso la chiesa di San Marco, a Canali, e tocca diversi complessi monumentali, fra cui Corte San Giorgio, La Razza, Villa Veneri a Fogliano, il podere e l’oratorio San Raffaele dell’ospedale di Reggio e la Corte dei Frati.
Di notevole interesse anche il manufatto idraulico all’incrocio fra il canale di Secchia e il rio Acqua Chiara.
L’anello dista circa 1 km sia dai parchi fluviali del Crostolo e del Rodano ed è parte della transition zone del MAB Unesco Appennino Tosco-Emiliano.
Sentiero del Canale di San Maurizio
L’itinerario costituisce un collegamento diretto fra la città di Reggio Emilia e il comune di Rubiera dove, tramite la Ciclovia dei Parchi, si collega alla Corte Ospitale e alla Riserva Naturale della cassa di espansione del fiume Secchia.
Ha inizio a San Maurizio, dove si aggancia al sentiero Spallanzani tramite un anello e si porta all’Oasi di Marmirolo dove, attraverso un ulteriore anello, prosegue verso Rubiera, ricalcando l’alzaia dell’argine del canale di San Maurizio per portarsi poi su via Chiessi a Bagno.
Oltre agli anelli di San Maurizio e dell’Oasi di Marmirolo il sentiero include due diramazioni.
La diramazione per Gavasseto (4,26 km), dove si collega poi al sentiero Spallanzani, porta al fontanile dell’Area di riequilibrio ecologico del fontanile dell’Ariolo, un’aula didattica a cielo aperto contenente uno dei pochi fontanili rimasti ancora oggi attivi sul territorio comunale.
La diramazione per Castellazzo (2 km) conduce in una delle poche frazioni ancora prettamente rurali della città e al parco frutteto “Sorelle Sberveglieri”, recentemente costituito.
Anello dei Murales di Corticella
Il percorso si incastra nella centuriazione romana che cinge Corticella e accosta elementi caratteristici del paesaggio agrario emiliano alla cultura underground, che trova spazio in diverse opere di street art poste lungo il cammino: tradizione e modernità come componenti costitutive dell'identità di questa “villa” (frazione). Oltre ai “murales” degni di nota sono l’edificio secentesco con torre a colombaia posto al civico 19 di via Maccagnano e due querce poste sotto tutela situate ai numeri 4 di via Aicardi e al 26 di via Paolo Monzani, dove si erge una maestà a pilastrino del XVIII secolo dedicata alla Madonna col Bambino. Punto panoramico di eccellenza è il ponte sul Tresinaro: da lì si possono ammirare la maestosa tenuta di Villa Spalletti, esistente già nel XVII secolo, e il crinale appenninico.
Corticella, ovvero “piccola corte”, affonda le sue radici nel medioevo anche se le cronache di fra Salimbene da Parma riportano di una cattura avvenuta il 21 settembre 1285 di Sassolesi per mano dei Modenesi, che all’epoca occupavano il castello della vicina Rubiera. Nel corso dei secoli la località fu anche comune autonomo, dotato di una propria adunanza di reggenti, seppur dipendente dalla contea di Rubiera. Nel 1740, per volontà del duca di Modena, fu accorpata al feudo di Arceto e infine annessa al comune di Reggio nel 1815. La fondazione della parrocchia risale solo al 1948: prima di allora Corticella era compresa nel territorio di Bagno. L’unica chiesa presente era l’oratorio della Beata Vergine del Carmelo, eretto nel 1659 e sostituito, tre secoli dopo, dall’attuale chiesa parrocchiale.
Anelli di Gavassa e Cirenaica
Il tracciato (4,5 km) segue il corso del torrente Rodano all’interno della zona di particolare interesse paesaggistico posta fra Gavassa e Pratofontana. Si caratterizza come un prolungamento della greenway esistente dal ponte di Villa Curta verso nord, che costituisce il segmento orientale della Cintura Verde di Reggio Emilia. Pur avendo origine dal bivio con il sentiero del Campovolo (CAI 646P), il punto di partenza del percorso è alla chiesa parrocchiale di Gavassa, di origine medievale e ricostruita nell’800. Dalla chiesa, tramite via Fleming, ci si porta al ponte sul Rodano di via Vertoiba, dove in destra idraulica ha inizio il sentiero vero e proprio. Percorrendo la sommità arginale destra del torrente, e superata un’eclettica casa colonica con merlatura “neo-ghibellina”, si abbandona la vegetazione ripariale e si arriva nella zona detta Cirenaica, toponimo di chiara evocazione coloniale. Si scavalca così il Rodano tramite il ponte delle Assi o di San Donnino (dapprima costruito in legno e dall’800 in muratura) e da via Mozart si imbocca via Giuseppe Torelli (già via delle Carraie), entrando così in territorio di Mancasale. Fiancheggiando il Rodano un viottolo conduce oltre l’autostrada e laferrovia ad alta velocità. Si segue così il tracciato posto a sinistra del torrente che sfocia dopo alcune centinaia di metri al ponte della Sbarra, suggestivo manufatto a schiena d’asino esistente già nel XVIII secolo, che ricalca la “Vecchia strada per Reggiolo”, direttrice medievale corrispondente alle attuali via Spagni e via Camellini (Pratofontana), via Petrella (Mancasale), via delle Ortolane e via Veneri (Santa Croce). Su di essa è stato recentemente istituito l’itinerario CAI 646, parte del cammino della Via Matildica del Volto Santo (285 km fra Mantova, Reggio e Lucca).
L’anello di Gavassa è un circuito di 2,5 km (durata: 45’) ideato per chi vuole far due passi nella natura senza discostarsi troppo dal centro della frazione. Ripercorre l’itinerario del percorso che prende il via dalla chiesa di Gavassa. Al ponte di via Vertoiba, imboccato il sentiero sulla sponda destra del Rodano, si prosegue per poco più di 400 m, svoltando poi a destra su via Andrea Simonazzi (già Viazza Via Cava). Da qui, proseguendo verso est, si giunge in via don Grazioli, antica strada di Correggio. Ci si porta dunque su via Lenin (ex SS468) all’antico ponte del Castello di Gavassa, posto in località Lumaca sul canale di Prato (già canale d’Enza). Seguendo verso sud la pista ciclopedonale che fiancheggia il canale, dove era collocato il primo cimitero della villa, si approda nuovamente alla chiesa parrocchiale.
Si tratta di un anello di 2,6 km (durata: 45’) pensato per chi dal ponte della Sbarra di via Petrella vuole rientrare verso Gavassa tramite un itinerario alternativo. Dal ponte si prosegue verso sud imboccando via Petrella che, una volta superata la stazione AV e l’autostrada arriva all’incrocio con via Giuseppe Torelli, già via delle Carraie nonché strada della centuriazione romana. Imboccata questa via, un lungo rettilineo interrotto da una doppia curva riporta sul torrente Rodano, preceduto sul lato nord da un filare tutelato di olmi.
Anello di Villa Sesso
L’itinerario nasce grazie al progetto “Percorsi di Storia nel Paesaggio Reggiano” proposto nel 2018 da associazioni e cittadini di Villa Sesso insieme a Istoreco, ANPI e CAI di Reggio Emilia e rappresenta una variante al sentiero CAI 620 ‘Reggio Emilia-Corte Valle Re’. È un percorso escursionistico che racconta la storia di questa villa (frazione) costituito da un anello interno all’abitato di Sesso e da un piccolo raccordo per il torrente Crostolo.
Un cammino breve ma denso di contenuti geostorici che tocca diversi punti di interesse, fra cui: il monumento ai Caduti della Resistenza; l’antico casello di via Salimbene da Parma (ex via Cava); la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta con l’arco Tesauri, il Torrazzo dei Sessi, la casa dei fratelli Manfredi, diversi cippi resistenziali e alcuni luoghi oggi scomparsi come la vecchia cooperativa di consumo e la stazione ferroviaria. Tramite la nuova passerella blu sulCrostolo, l’anello è allacciato al percorso escursionistico Reggio Emilia-Valle Re (sentiero CAI 620) all’Anello di Cavazzoli (sentiero CAI 620D).
Un ulteriore percorso su strada non protetto si sviluppa per quasi 5 km a nord della chiesa parrocchiale di Sesso. Privo di piste ciclopedonali e sentieri conduce alla località Botteghino e, ritornando verso il centro abitato, all’antica strada Vialato (via Enrico Ferri): nonostante non faccia parte dell’itinerario escursionistico CAI si può intraprendere con mezzi propri o in autonomia prestando molta attenzione al traffico veicolare. Percorrendolo si incontrano due edicole votive mariane, il cinque-secentesco Casino Prampolini (ex Villa Marchand), le rovine del monastero benedettino (Corte dei Frati) e la targa commemorativa della famiglia Miselli, martiri locali della Resistenza insieme ai Manfredi e ai 5 antifascisti giustiziati sull’argine destro del Crostolo.
Anello di San Prospero Strinati
L’anello di San Prospero prende spunto dal progetto “Parkway dei quartieri” (2018) che aveva l’obiettivo di collegare le principali aree verdi di San Prospero Strinati, Gardenia e Tondo. Punto di partenza e di arrivo è il laghetto del circolo La Fornace, trait d’union fra San Prospero e Santa Croce esterna. L’attuale bacino per la pesca sportiva era infatti una cava di argilla della fornace che operava di fianco al Tiro a segno nazionale, demolita negli anni ‘80 per far posto al tribunale; faceva coppia con un’altra cava, oggi scomparsa, che nel dopoguerra ospitava il laghetto “Al chiar di Luna”, dove si potevano noleggiare barchette e trascorrere momenti di letizia con amici o parenti.
Su di essa ora prende posto la collinetta del parco della Resistenza, a ricordo dell’eccidio fascista dei Fratelli Cervi, giustiziati il 28 dicembre 1943 nel vicino poligono. Dopo aver fiancheggiato l’invaso e la tangenziale il percorso giunge in via Samoggia, la strada comunale di San Prospero Strinati. Questo asse racconta la storia della villa che, in misura minore, riprende quella della città: il cardo minore romano, la fondazione della chiesa (sec. XV), le prime scuole pubbliche, le cooperative. Superato il polo parrocchiale, l’itinerario vira verso ovest giungendo nel laghetto del Bosco Urbano di San Prospero, esempio di rinaturazione ispirato al bosco planiziale padano, da cui svetta il ponte sud di Calatrava. Passato il cimitero ci si addentra nell’area meridionale del bosco, portandosi presso il cavo Baggiovara sino a lambire e oltrepassare di nuovo la tangenziale dove, superata l’area di riforestazione di via Ferravilla, si procede in parallelo lungo la ferrovia Milano-Bologna, aperta nel 1859. Da qui il percorso scavalca via Cisalpina e si ricollega al punto di partenza.