Adatto a
Tutti

Trasporti

Percorsi escursionistici, sentieri, itinerari cicloturistici e luoghi da scoprire nella Pedemontana Reggiana, tra i comuni di Vezzano sul Crostolo, Albinea, Scandiano, Casalgrande e Castellarano.

Anello di Ca' del Vento

L’area attraversata dal sentiero vanta la presenza di habitat particolari tanto da valere il riconoscimento di Sito di Importanza Comunitaria da parte della Comunità Europea. Attraversando la zona si incontreranno affioramenti rocciosi, in particolare i Gessi Messiniani che caratterizzano la zona, affiancati ad affioramenti di natura argillosa. La presenza di formazioni gessose conferisce al territorio una particolare morfologia, connotata da grotte, doline e inghiottitoi. Ed è per questo immancabile la sosta alla Tana della Mussina, importante sito archeologico, grazie al rinvenimento di interessanti reperti ma anche luogo magico, pervaso dall’atmosfera tipica delle leggende, fatte un po’ di storia e un po’ di fantasia, che vogliono la tana abitata dalla Mussina personaggio storico a metà tra la maga e la strega.

Passando da Borzano è d’obbligo la tappa al Castello di Borzano, di origini medievali la cui storia è strettamente collegata alla famiglia dei Manfredi, nobili di stirpe longobarda che hanno avuto un importante ruolo nella storia reggiana. La zona del Castello è tutt’oggi interessata da scavi geologici, compiuti per mano del Gruppo Archeologico Albinetano con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Emilia Romagna, che hanno portato alla luce interessanti resti di una necropoli risalenti al VII secolo d.C.

Per la sua strategica collocazione geografica e le particolari condizioni climatiche, Albinea ben si presta alla crescita dei vigneti, e all’invecchiamento dell’Aceto Balsamico Tradizionale. Non a caso è stata eletta Terra dell’Aceto Balsamico Tradizionale che ne ha fatto, di diritto, la sua patria natale.

Anello Albinea-Broletto

Percorso ad anello, tranne per il tratto iniziale e finale che si svolge lungo la ciclabile detta "Tirabuson", principalmente strade secondarie con fondo asfaltato. Il percorso inizia da Piazza Cavicchioni, percorre l'abitato di Botteghe fino alla zona Artigianale. In questa zona si può vedere il “Canale di Albinea” fatto costruire circa nell’anno 1188 dal Vescovo di Reggio, un canale che prendendo l’acqua dal Torrente Crostolo per 10 km irrigava le terre dei canonici e muoveva le macine di alcuni mulini. Salendo lungo via Conte Re si raggiunge Broletto. Borgo storico di poche case rustiche, riunite intorno ad una casa-torre di origine medioevale. Da qui si discende passando alla Pieve di Albinea e si ritorna all’abitato di Botteghe. Percorrendo via Roma si imbocca via Ca’ de Mori e subito a sinistra via Crocioni per ritornare poi in piazza.

Anello Albinea-Bellarosa

La partenza è da Villa Tarabini, dimora storica e sede dell’Acetaia comunale. Dalla villa il percorso porta a Piazzale Lavezza e si risale su Via Castellana per arrivare al Santuario della Madonna di Lourdes, chiesa del XIX secolo in stile gotico-lombardo. Il percorso prosegue costeggiando il castello di Montericco, per poi raggiungere Via Oliveto. Da qui da qui la strada si fa in discesa e lungo il percorso si incontra la Chiesa della Madonna dell’Oliveto, costruita in stile neoclassico. Divenuta la parrocchia di Montericco, per un certo periodo ne fu rettore Ludovico Ariosto.

Anello di Monte Duro

Il Monte Duro è uno degli ambienti naturalistici più interessanti della collina Reggiana, che si estende nel comune di Vezzano sul Crostolo e le località di San Giovanni di Querciola, Bettola (con il monumento ai Martiri) e Montalto. 

Si consiglia di percorrere l'anello escursionistico in primavera quando fioriscono grandi varietà di specie erbacee, tra cui alcune rarità botaniche, come il giglio rosso e varie orchidee appenniniche. Suggestivo anche in autunno e nelle più belle giornate invernali, facendo attenzione a possibili tratti fangosi. 

La difficoltà intermedia lo rende adatto anche per scampagnate e gite con famiglia.

Anello Vezzano-Pecorile

A pochi chilometri dal cuore di Reggio Emilia, dove la pianura lascia il posto alle prime dolci ondulazioni dell’Appennino, si snoda l’Anello Vezzano-Pecorile. Questo itinerario è una vera immersione nel paesaggio matildico: un viaggio che alterna fitti boschi di querce, spettacolari affacci sui calanchi e il fascino senza tempo dei borghi in sasso.
Il cammino ha il suo baricentro nell’Ecoparco di Vezzano, una porta d'accesso naturale perfetta per chi cerca rigenerazione. Risalendo i sentieri che portano verso Pecorile, il paesaggio si apre in un abbraccio panoramico che, nelle giornate più nitide, permette allo sguardo di spaziare dall'intera Valle del Crostolo fino alle vette del Cusna e, verso nord, fino al profilo delle Alpi.

Attraverserete piccoli borghi come Casola di Canossa, dove il tempo sembra essersi fermato tra corti rurali e antiche pievi, testimoni di un passato legato alla potente Grancontessa Matilde. È un percorso che premia la fatica con la varietà: dal silenzio del sottobosco alla luce calda che inonda i crinali marnosi.

Anello dell'Antica Corte di Figno

Un itinerario panoramico di straordinario valore naturalistico che si snoda sulle prime colline reggiane, offrendo affacci spettacolari sulla pianura e un'immersione totale nella biodiversità locale.
Il percorso inizia dalle Scuole di Iano, imboccando Via Seminario. Sin dai primi passi sulla carrareccia che sale verso Ovest, lo sguardo è catturato dal panorama: voltandosi, la vista abbraccia l’intera Pianura Reggiana, con i profili distinti del Monte Evangelo e del Monte del Gesso che incorniciano Scandiano. Lungo la discesa verso Borzano, il sentiero incontra la maestà dedicata a Santa Teresa lungo Via Cà de’ Duchi.

Prima di chiudere l'anello, il percorso tocca l'Osservatorio Astronomico.

Anello del Tresinaro

Percorso panoramico, con vista su Scandiano e l’intera pianura; nei giorni più limpidi, da Bottegaro si può apprezzare una bella vista sugli Appennini. Il viaggio comincia seguendo il corso del torrente Tresinaro. In questo primo tratto, il sentiero si snoda in un ambiente fluviale rigoglioso, dove la vegetazione igrofila (amante dell’acqua) crea un microclima fresco e rigenerante anche nelle giornate più calde. Camminando tra pioppi e salici, il suono dello scorrere dell'acqua accompagna il passo, offrendo uno scenario di pace inaspettata a pochi minuti dai centri abitati. È un luogo dove la natura riprende i suoi spazi, ideale per il birdwatching o semplicemente per staccare dal ritmo frenetico della quotidianità. Lasciate le sponde del torrente, il sentiero inizia a salire dolcemente verso le colline di Scandiano. Il paesaggio muta: ai fitti boschi ripariali si sostituiscono i vigneti geometrici e i prati aperti. Raggiungiamo quindi il cospetto della Grande Quercia (Quercus Robur). Proseguendo lungo il crinale, lo sguardo spazia libero. Da una parte, i calanchi argillosi offrono uno spettacolo lunare e selvaggio; dall'altra, le colline si tingono del verde dei vigneti di Spergola e Lambrusco.

Anello del Monte Gesso e Monte Evangelo

Percorso panoramico ad anello, con vista su Scandiano e sull’intera pianura. Durante il percorso si incroceranno diversi punti di interesse come le caratteristiche Tre Croci di Monte Vangelo, i calanchi, la Grande Quercia e i Vulcanetti di fango.
Il percorso segue in parte il Sentiero Spallanzani, il sentiero CAI 604 e il sentiero dei vulcani di fango. Nei primi chilometri possibilità di trovare escursionisti e ciclisti nelle giornate di bel tempo. Ma dopo più o meno tre chilometri si lascia la "via principale" e si attraversa una bella zona calanchiva. Si prosegue scendendo verso il Rio Peligaro e poi si sale sui fianchi del Monte Vangelo, un pezzo brullo dove è facile vedere caprioli. La salita è l'unico tratto un po' complicato del percorso. Una volta arrivati in cima al Monte Vangelo si prosegue il percorso su tratti più frequentati. La discesa di ritorno verso Ventoso è parzialmente asfaltata. In giorni con bel tempo ci sono viste molto panoramiche sugi Appennini.