Itinerari ciclistici nella Bassa Reggiana. Scopri le meraviglie nascoste di questo pezzo di Pianura Padana, tra campi sterminati e piccoli borghi, ogni curva riserva un'esperienza unica, nel cuore dell'Emilia più autentica.

Le piccole Capitali del Po in bicicletta

Un itinerario lungo il Po alla scoperta delle città della bassa pianura reggiana, da esplorare in bicicletta tra paesaggi storici e naturali.

Il percorso si inserisce nei celebri itinerari EuroVelo 8, Ciclovia del Po e VenTo (Venezia–Torino) e si sviluppa seguendo il corso del fiume, attraversando le aree golenali e collegando i cinque comuni che si affacciano sul Po.
Lungo il tragitto è possibile raggiungere facilmente i centri storici dei comuni interessati e ammirare numerosi luoghi di interesse naturalistico e storico anche restando in sella: i “lidi” fluviali, la foce del fiume Enza, il porto turistico di Boretto e molto altro ancora.

Anello della Pianura Centrale

Percorso ad anello nel cuore della Bassa Reggiana.

Nemmeno una montagna, non un rilievo si vede. 

Una linea orizzontale che divide il caos della terra dall'imperturbabilità del cielo.

Siamo nel cuore della pianura emiliana, o come la chiamiamo da queste parti "della Bassa", questo pezzo di terra piatta che si estende a perdita d'occhio e fa sembrare tutto così vicino, eppure così lontano.

Questo itinerario ci porta nel cuore della Bassa reggiana, tra Correggio, Novellara, Campagnola Emilia e Rio Saliceto, attraverso campi, stradine e silenziosi paesi.

Trasversale della Bassa Reggiana

Percorso in diagonale attraverso la pianura da Correggio a Guastalla, fino al Lido Po, seguendo le "strade basse": stradine di campagna strette, che costeggiano e seguono le sinuosità dei fossi e delle terre circostanti. 

Lungo queste strade non è di certo raro trovare la fauna selvatica, piante secolari e casolari fermi nel tempo.

Questo percorso lungo queste strade basse congiunge i due capoluoghi della Bassa Reggiana di Correggio e Guastalla, prolungandosi fino al Lido Po, che da aprile ad ottobre diventa il luogo di ritrovo di tutti per celebrare la bella stagione.

Aquarum Terrae - Terre di Bonifica in bici

Un percorso ad anello di 65 km attraverso tutta la larghezza della provincia, tra canali, fiumi, terre di bonifica, piccoli paesi e come il lavoro dell'uomo ha armonizzato la convivenza tra società e natura.

Fin dall'epoca Romana si aveva il desiderio di regimare le acque e le zone umide malsane di questo pezzo di pianura, ma il terreno impermeabile e paludoso rendeva impossibile l'opera, limitando quindi gli ingegneri Romani alla centuriazione di poche zone a ridosso della Via Emilia, lasciando alle paludi vasti territori lungo il corso del fiume Po, non ancora regimato.

Durante il corso della storia, i paesi nati in zone rialzate rispetto al piano prosperarono, anche grazie alle corti dei Gonzaga e ai borghi del Ducato Estense che portarono grande cultura.

Anello dei Gonzaga

Prima furono Corradi, una famiglia terriera feudataria del Polirone di San Benedetto Po (MN), già nominati dalla Contessa Matilde di Canossa nel 1096 come uomini di fiducia per l'affidamento di terreni; poi divennero i Gonzaga, prendendo il nome dall'omonimo paese ora in provincia di Mantova e trasformandosi in una delle famiglie più potenti d'Europa lungo quasi 5 secoli di storia italiana ed europea.

Questo percorso ad anello scoprirà i luoghi di provenienza dei Gonzaga, a cavallo tra Mantova e Reggio Emilia, dove i membri della famiglia tennero salde radici anche dopo essersi trasferiti nella città Virgiliana.

Anello tra l'Enza e il Po

Percorso ad anello tra i fiumi Enza e Po, tra gli echi della Storia. 

In questi luoghi, il connubio tra terra ed acqua è indivisibile, e già 3500 anni fa era una costante di queste zone. 

Le popolazioni dell'Età del Bronzo lungo il corso del Po si stanziarono in insediamenti chiamate Terramare, zone di terra rialzate dalle acque dove si costruirono le prime palafitte, capanne e abitazioni. Questo permise alle civiltà terramaricole di sviluppare culture e produrre oggetti di valore storico importante per decifrare com'era il passato prima dell'arrivo dei Celti, degli Etruschi e dei Romani.

Terre di pianura - dalla Bassa al Centro

Un itinerario in bici attraverso i comuni della Bassa Reggiana, tra rocche e piccole cittadine, dalla provincia esterna al cuore di Reggio. Un itinerario per tutti a bassa difficoltà e dall'alto valore culturale e naturalistico, attraversando zone umide, strade di campagna e centri cittadini.

Anello della Pianura Orientale

Siamo ai confini della provincia, tanto che anche il dialetto qui prende influenze modenesi, essendo il comune più orientale della provincia, incuneato tra le province di Mantova e Modena.

Rolo è patria della tarsia, la secolare arte di creare opere d'arte intarsiate nel legno. Creazioni di maestri intarsiatori rolesi sono arrivate presso la Reggia di Versailles, quella di Caserta e presso i palazzi nobiliari delle case monarchiche regnanti di mezza Europa.

In questo itinerario scopriremo il confine est della Bassa, ricco di cultura e crocevia di storie, uomini e tradizioni.

Anello dei Ducati

Lungo il corso dei secoli, sono tante le famiglie nobili che in maniera più o meno grande hanno lasciato il segno nella Storia, ma la famiglia Este, insieme a quella dei Gonzaga, hanno modellato il patrimonio artistico e culturale non solo della città di Reggio, ma di tutta la provincia.

Questo itinerario ad anello ripercorre i luoghi che queste famiglie hanno abitato e hanno voluto lasciare la loro traccia nel corso della storia, partendo da Scandiano presso l'antica Rocca dei Boiardo, passando per Reggio Emilia, dove il passaggio Estense si nota soprattutto nella Basilica della Ghiara; si passa poi per Bagnolo in Piano con il suo Torrazzo, unico reperto dei Gonzaga di Bagnolo dopo la distruzione francese; a Correggio poi, dove la Contea prima e il Principato poi fecero fiorire grande cultura; infine a Rubiera, dove l'Ospitale e il Forte sono i simboli del passaggio degli Este e dei Boiardo in questo borgo, per poi fare ritorno a Scandiano.

Il nostro percorso comincia a Scandiano, proprio dinanzi alla Rocca dei Boiardo, residenza della famiglia omonima. Dimora costruita nel corso del XII° secolo dalla famiglia dei Da Fogliano, venne presa dai Boiardo nel 1423 e venne abitata continuativamente per 137 anni.

Arriviamo quindi nel capoluogo Reggio Emilia. Durante più di due secoli di permanenza, gli Estensi portarono grande splendore culturale ed una raffinatezza artigianale, tutt'oggi ancora molto apprezzabile. È possibile percorrere un itinerario interamente dedicato al passaggio Estense in città tramite la "Passeggiata Estense", dal centro fino alla Reggia di Rivalta e oltre, verso Villa d'Este e la Vasca di Corbelli. 

Una tappa più che obbligatoria in città è la Basilica della Madonna della Ghiara, gioiello e capolavoro dell'arte seicentesca. Chiamata così per la "ghiara" (ghiaia, sedimenti rocciosi) del Torrente Crostolo che anticamente scorreva qui prima di essere deviato nel 1226, inizialmente era un convento di frati, ampliato poi a chiesa dedicata alla Natività.

Tempio a croce greca ed elevato al grado di Basilica minore, il 6 giugno 1597 si posò la prima pietra e il 12 maggio 1619 venne inaugurata con una fastosa cerimonia, accompagnata da macchine allegoriche: era l'inizio della Giaréda, la sagra storica di Reggio Emilia.

Nel Parco del Rodano è possibile ammirare la dimora del Mauriziano, dimora estiva di Ludovico Ariosto e opera civile del seicento con decorazioni faunistiche nel gusto cortese dell'epoca.

Usciamo dalla città e giungiamo a Bagnolo in Piano, qui le antiche costruzioni dei Gonzaga furono distrutte dai francesi durante le guerre napoleoniche, risparmiando solamente il Torrazzo nel centro cittadino, ultimo reperto della corte dei Gonzaga che qui ebbe uno dei tanti rami cadetti della grande famiglia Mantovana.

Tramite la campagna arriviamo a Correggio, piccola capitale della contea prima e del principato poi, prima di essere assorbito a sua volta dal Ducato Estense. Qui troviamo il Palazzo dei Principi, voluto nel 1508 da Francesca di Brandeburgo, vedova del principe Borso da Correggio. Proseguendo oltre troviamo anche i resti della Rocchetta, demolita nel 19° secolo per costruire il viale della ferrovia.

Deviando dal percorso e virando verso San Martino in Rio, si può ammirare la Rocca Estense. 
Appartenente inizialmente ai Canossa, venne rasa al suolo da Federico Barbarossa, e passò poi ai Roberti di Reggio. Oggi è sede di molte attività culturali, ed è possibile visitarla gratuitamente anche all'interno.

Ritornando sul percorso, oltrepassiamo l'A1 e la linea AV, arrivando a Rubiera. Qui il segno Ducale è stato molto ridimensionato, lasciando pochi reperti ancora visibili. L'Ospitale e i resti del Forte ricordano il passaggio, dove il primo è aperto ed è sede di eventi culturali e molto altro, mentre il secondo sono rovine lasciate purtroppo al degrado e visibili solo dall'esterno.

Ritornando verso Scandiano passiamo per la frazione di Arceto, dove l'omonimo castello era una della grandi dimore dei Da Fogliano prima e dei Boiardo poi. Il comune di Scandiano è proprietario parziale, e vi si può accedere solo tramite prenotazione.