Foto: Comune di Castellarano
Foto: Comune di Castellarano

Orari

Visitabile esternamente.

I custodi della storia di Castellarano

La Torre dell’Orologio di Castellarano si erge maestosa nel centro storico, testimone di secoli di storia e di un passato in cui la sorveglianza sul territorio era fondamentale. In origine costruita nel Medioevo, la torre aveva il compito di vigilare sul passaggio di uomini e merci lungo il greto del fiume Secchia, che lambiva l’antica Rocca di Castellarano.

Ai piedi della torre transitavano pellegrini diretti a Roma, impegnati in viaggi incerti ma intensamente spirituali, e mercanti provenienti dalla Toscana, diretti a Ferrara con merci di ogni genere. La torre permetteva inoltre di controllare un’attività oggi curiosa: la navigazione fluviale. Il Secchia, spesso navigabile, ospitava imbarcazioni simili a chiatte, utilizzate per trasportare legname e altri materiali, come stabilito dal Comune di Modena già all’inizio del XIV secolo, a tutela dei ponti e delle vie di comunicazione. Esisteva inoltre un sistema di traghetti che collegava Castellarano a San Michele, allora sotto la giurisdizione del borgo, testimonianza di un traffico fluviale vivo e organizzato. L’importanza di questa attività è ancora oggi leggibile nella via Barcaroli, probabile sede delle famiglie impegnate nel trasporto fluviale.

Alla fine del XVII secolo, la Torre dell’Orologio ospitava carceri e una stanza per il custode al piano terra. L’elemento più caratteristico è l’orologio, dotato di quadranti a una sola lancetta sui quattro lati, orientati verso i punti cardinali. Il meccanismo originale, risalente alla fine del 1600, è ancora perfettamente funzionante, regolato da un sistema a pesi che testimonia l’ingegno degli artigiani dell’epoca.

Oggi, la torre rappresenta non solo un simbolo della città, ma anche un testimone della vita economica, religiosa e sociale di Castellarano, con lo sfondo suggestivo dell’Aia del Mandorlo, luogo di passaggi, incontri e storia.

Contatti

Via Torre, 1 - 42014 Castellarano (RE)

Foto: Comune di Castellarano