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RE: Art - percorso storico artistico

Un tuffo nella storia alla scoperta dei principali monumenti della città di Reggio Emilia


Dai uno sguardo alla mappa per scoprire i punti di interesse:

Chiese

📍La Basilica della Madonna della Ghiara

Basilica della Ghiara, volteIl tempio della Basilica della Madonna della Ghiara è uno dei principali edifici religiosi di Reggio Emilia, nato dalla fede e devozione del popolo reggiano a seguito di un miracolo legato all'immagine della Vergine. Al suo interno, a croce greca, è possibile ammirare uno straordinario ciclo di affreschi e pale d'altare eseguiti dai migliori artisti del Seicento emiliano: Ludovico Carracci, il Guercino, Lionello Spada, Alessandro Tiarini, Carlo Bononi e Luca Ferrari. La costruzione dell’attuale edificio, iniziata nel 1597, ha sostituito la Basilica preesistente eretta dai frati serviti, presenti sin dal 1313. Dall’esigenza di ampliare il complesso convenutale, nel 1715 iniziò anche la costruzione del Chiostro Grande, che oggi ospita un Ostello della Gioventù ed un ristorante. Nel 1982, per volontà del Tempio e dei Musei Civici, è nato il Museo del Tesoro della Basilica della Ghiara, allestito in alcuni locali al pianterreno ed aperto su prenotazione.

📍Basilica e Torre di San Prospero

Basilica di San Prospero, particolare con il leoneLa Basilica di San Prospero sorge su una preesistente chiesa consacrata nel 997 e dedicata al vescovo reggiano Prospero, santo protettore della città che, secondo la leggenda, ha miracolosamente fatto scendere la nebbia su Reggio Emilia per salvarla dall’invasione dei barbari. La Basilica fu interamente ricostruita nel XVI secolo, mentre la facciata è del XVIII secolo. Di pregio, nel catino absidale, il ciclo di affreschi di Camillo Procaccini che raffigura il Giudizio Universale ed il prezioso coro ligneo dei De Venetiis, del 1546. Nella quinta cappella a destra si trova la copia del Boulanger de La Notte”, famoso capolavoro del Correggio requisito dal Duca di Modena ed ora esposto a Dresda. Sei grandi leoni stilofori di probabile epoca romanica e rimaneggiati nel ’500 ornano il sagrato. La cinquecentesca torre ottagonale, la cui costruzione fu diretta da Giulio Romano, il Rossino, i fratelli Pacchioni e Prospero Clemente, è stata recentemente restaurata ed è attualmente aperta alle visite su prenotazione.

📍Cattedrale S. Maria Assunta

Duomo di Reggio EmiliaEdificata in stile romanico intorno all’857 su una preesistente costruzione romana, la Cattedrale ha subito nel tempo diverse trasformazioni. All'esterno, il rifacimento marmoreo rinascimentale, eseguito da Prospero Sogari detto il Clemente, risulta compiuto soltanto per l'ordine inferiore. Nella parte sommitale della facciata a capanna, domina la statua dorata della Madonna col Bambino con i coniugi e benefattori Fiordibelli, committenti di una cappella che conserva una pregiata pala d’altare del Guercino. L’interno, a pianta basilicale a tre navate, è impreziosito da un coro ligneo del XV secolo e da significative opere di artisti reggiani del ’500 e del ’600. I monumenti dei vescovi e di importanti personaggi legati alla storia della città sono opera principalmente di Bartolomeo Spani, scultore, orafo e architetto della prima metà del ‘500 e di suo nipote, Prospero Sogari detto il Clemente. La Cripta (XII-XIII sec), contiene il sepolcro dei Ss. Martiri Crisante e Daria: durante gli scavi è stato rinvenuto uno splendido mosaico tardo romano del IV secolo d.C. oggi custodito all’interno del Museo Diocesano.

📍Chiesa di San Giovanni Evangelista

Reggio Emilia - San GiovanninoL’edificio, comunemente noto col nome di San Giovannino, è stato costruito nel XVI secolo su una precedente chiesa romanica e presenta una facciata incompiuta. L'interno conserva opere prestigiose, realizzate nei primi decenni del Seicento, tanto da configurare questo cantiere artistico come un banco di prova degli artisti che di lì a poco saranno impegnati nella Basilica della Ghiara. La volta della navata centrale presenta, racchiuse in ardite prospettive illusionistiche, affreschi di Lorenzo Franchi. La cupola affrescata da Sisto Baldocchio riprende la più famosa opera del Correggio per la chiesa di San Giovanni a Parma e due imponenti tele di Alessandro Tiarini sono poste ai lati del presbiterio. In una cappella laterale è conservato un pregevole Compianto in terracotta policroma (sec. XV), attributo alla scuola del Mazzoni. La chiesa è visitabile su prenotazione.

📍Chiesa di San Girolamo

Reggio Emilia - Chiesa dei Santi Girolamo e VitaleL’edificio sorge sulla preesistente chiesa di S. Vitale, ricostruita a metà del XVII secolo per interessamento di alcuni membri della confraternita di S. Girolamo dopo che un confratello, tornato da un pellegrinaggio in Terrasanta, aveva riportato le misure del Santo Sepolcro di Gerusalemme per farne una riproduzione. Il progetto venne affidato a Gaspare Vigarani (architetto e scenografo alla corte del Re di Francia), che concepì una complessa costruzione che collega mediante scale e corridoi quattro edifici sacri compenetrati tra loro: L’atrio con la Scala Santa (riproduzione di quella lateranense), l’Oratorio di San Vitale e, nella parte posteriore, una sopra l’altra, la Cripta col Sepolcro di Cristo e la Rotonda, gioiello di tutto l’edificio. La chiesa è visitabile su prenotazione.

📍Chiesa di Sant’ Agostino

Reggio Emilia - Chiesa di Sant'AgostinoFondata nell’VIII secolo e dedicata a Sant'Apollinare, fu fortemente danneggiata durante il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, intorno alla metà del 1200. Assunse l'attuale intitolazione quando fu ricostruita, assieme al convento, dai frati Eremitani agostiniani. Dopo l'incendio del 1423, vennero elevate anche l'odierna abside romanica e la torre. In netto contrasto, l’imponente facciata barocca, realizzata in cotto, risalente al 1746, presenta due nicchie con statue in terracotta. L’interno, progettato dell'architetto e scenografo Gaspare Vigarani (attivo alla corte del Re Sole e progettista della vicina Chiesa di San Girolamo) conserva importanti tele di artisti del XVII secolo, tra cui il S. Apollinare del Guercino.


Reggio Emilia - Santo Stefano


All’interno di una piccola piazzetta che si affaccia sulla via Emilia, circondata da un porticato a tutto sesto con colonnine in pietra, la Chiesa di Santo Stefano è uno dei più antichi edifici religiosi della città. Nota fin dal 1130, divenne uno dei possedimenti dei Cavalieri Templari, che qui istituirono un ospedale. Al suo interno, un prezioso capitello (raffigurante Gesù Maestro, un Angelo e una figura femminile acefala) è considerato il più antico ritrovamento romanico della città.

Musei

📍Galleria Parmeggiani

La Galleria Parmeggiani è un interessante episodio collezionistico che ha visto confluire a Reggio Emilia, nel 1925, tre diverse collezioni ottocentesche: dipinti, mobili e tessuti del pittore, collezionista e antiquario Ignacio Leon y Escosura, armi e oreficerie della bottega parigina Marcy e la produzione pittorica di Cesare Detti. Artefice di tale connubio è Luigi Parmeggiani curiosa figura di anarchico convertito all’arte e all’antiquariato. Il museo ceduto al Comune di Reggio Emilia dallo stesso Parmeggiani, è uno straordinario scrigno di tesori artistici e falsi d’autore. Il portone proveniente dal Palazzo Morel a Valencia e i curiosi gargoyle, che ne decorano la facciata, sono il biglietto da visita di questa eclettica casa-museo.

📍Il Mauriziano

Il cinquecentesco arco trionfale in cotto che si incontra a lungo a via Emilia a San Maurizio, introduce al complesso monumentale del Mauriziano, dimora estiva del poeta Ludovico Ariosto. Un lungo viale fiancheggiato da pioppi conduce fino al palazzo, di impianto rinascimentale. La mirabile decorazione pittorica, databile dopo il 1567, risente dell’influenza di Nicolò dell’Abate. All’interno si possono ammirare il Camerino dei Poeti, il Camerino dell’Ariosto ed il camerino degli Orazi e Curiazi. Il palazzo è aperto in occasione di eventi.

📍Museo di Storia della Psichiatria

L’edificio che oggi ospita il museo è un padiglione del complesso manicomiale San Lazzaro, lebbrosario del XII secolo convertito nel Settecento in ospizio pubblico per “alienati”: raggiunse nel secolo successivo una grande fama, come luogo di ricerca e innovazione sulle malattie mentali fino agli anni ‘90. Oggi la Sezione Lombroso, che ospitava “pazzi e criminali”, è stata riqualificata per diventare un “museo di se stesso”. Negli spazi originari, recuperati filologicamente nei materiali e cromatismi, sono raccolte le tracce dell’evoluzione della scienza psichiatrica, dei metodi adottati per curare i pazienti e degli strumenti di contenzione. Dal 2 marzo 1945 al 6 dicembre 1948 il padiglione ha ospitato anche il pittore reggiano Antonio Ligabue.

📍Palazzo Dei Musei

Il Palazzo dei Musei è sede di importanti collezioni storiche, quali la settecentesca collezione dello scienziato Lazzaro Spallanzani o l'ottocentesco Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, ma ospita anche testimonianze scientifiche, archeologiche, artistiche, etnografiche e storiche dell’intero territorio provinciale, con collezioni che vanno dal Paleolitico ai nostri giorni. Il grande progetto di restauro, condotto dall’architetto Italo Rota nel corso degli ultimi dieci anni, ha ampliato gli spazi del museo e costruito connessioni tra il patrimonio storico e la contemporaneità: un nuovo allestimento che coinvolge tutti i piani del museo, in cui il visitatore è invitato a immergersi in un grande "archivio dei beni comuni" e dove tutto il percorso è caratterizzato da spazi di confronto e contaminazione, che creano nuovi spunti di riflessione.

📍Museo Diocesano e Palazzo Vescovile

Ospitato all’interno del Palazzo Vescovile, il Museo ripercorre la storia cristiana attraverso testimonianze artistiche locali. Tra le opere esposte meritano particolare attenzione i capitelli romanici provenienti da pievi e monasteri reggiani, la pergamena con la “firma autografa” di Matilde di Canossa, il Liber figurarum di Goacchino da Fiore (un rarissimo codice miniato medievale), l’arabesco del XIII secolo che ornava la facciata del Duomo ed il grandioso mosaico romano del IV secolo, rinvenuto durante gli scavi archeologici nella cripta della Cattedrale.

Palazzi e monumenti

📍Chiostri di San Pietro

I Chiostri di San Pietro sono il più straordinario complesso monumentale di Reggio Emilia, uno dei più suggestivi del Rinascimento italiano, con una forma che porta la mano inconfondibile di Giulio Romano. Si tratta di un antico monastero utilizzato nei secoli nei modi più disparati e poi rimasto inaccessibile fino al momento dell’acquisizione da parte del Comune nel 2006 e del recupero di funzioni pubbliche. Il complesso, situato accanto alla Chiesa di San Pietro a cui era in origine collegato, è costituito da due chiostri adiacenti, quello piccolo costruito nella prima metà del Cinquecento e quello maggiore terminato alla fine del secolo stesso. Oggetto di un recente restauro, rappresentano oggi uno dei più significativi contenitori culturali del centro storico ed ospitano mostre e manifestazioni.

📍Palazzo da Mosto

Si tratta di una delle più significative dimore reggiane quattrocentesche, voluto da Francesco da Mosto, alto funzionario ducale. Nel 1857 il conte Pietro Manodori, allora sindaco di Reggio, rilevò il palazzo per aprirvi un asilo infantile gratuito ed aperto a tutti. All'interno si conservano gli antichi cassettoni lignei dipinti e tracce di decorazioni pittoriche originali. Lo scalone, che dal cortile interno conduce al piano nobile, in origine era ornato due cani in pietra, conservati al Palazzo dei Musei. Oggi il palazzo è sede di importanti esposizioni temporanee.

📍Palazzo Magnani

Al civico 29 di Corso Garibaldi si trova il cinquecentesco Palazzo Magnani, oggi luogo espositivo della omonima Fondazione che ospita importanti mostre internazionali. Uno degli aspetti più significativi e caratteristici di Palazzo Magnani è la presenza, sul margine destro della facciata, del Giano bifronte realizzato da Prospero Sogari, detto il Clemente (autore anche della facciata incompiuta del Duomo di Reggio Emilia).

📍Palazzo Pratonieri

Edificato nel '500 per volontà della famiglia Pratonieri, forse ad opera di Bartolomeo Spani, il Palazzo conserva inalterato l'aspetto tardo Ottocentesco conferitogli durante la ristrutturazione voluta dalla Cassa di Risparmio (oggi Unicredit Banca). Sale e salotti al piano terra e al primo piano accolgono il pubblico con mirabili decorazioni, realizzate nei primi anni del ‘900 a seguito di un importante restauro. Riconoscibile in tutto il palazzo - e soprattutto nel grandioso scalone d’onore - il motivo dell'ape, simbolo di operosità e per questo emblema dell’istituto bancario reggiano.

📍Biblioteca Panizzi – Palazzo San Giorgio

L’ edificio, di origini settecentesche, fu voluto dai Gesuiti per istituirvi un collegio e diversi tipi di scuole. Alla soppressione dell’ordine (1773), il palazzo fu utilizzato per ospitare scuole pubbliche, un archivio, una biblioteca e degli uffici. Dal 1789 è sede della Biblioteca Municipale, oggi dedicata al reggiano Antonio Panizzi, patriota e bibliotecario della British Library di Londra, sotto la cui guida diventò la più grande biblioteca del mondo. È un luogo molto amato e frequentato dai reggiani di qualsiasi età, per letture, studio ma anche esposizioni, incontri ed eventi culturali. Dal 2004 i tanti studenti che affollano quotidianamente la sala di lettura al primo piano, studiano sotto l'affresco contemporaneo realizzato dell'artista americano Sol LeWitt nell'ambito dell'iniziativa “Invito a...”

📍Palazzo Fontanelli Sacrati

Costruito alla fine del Quattrocento su un edificio preesistente, Palazzo Fontanelli Sacrati ebbe un ruolo cruciale per la città di Reggio Emilia: in più di un’occasione ospitò Lucrezia Borgia, controversa quanto importante figura rinascimentale. Ristrutturato in epoca fascista, il palazzo conserva ancora sotto al portico i bellissimi ornati della facciata e le colonne originali. Il cortile interno è uno dei luoghi più fotografati della città: il pozzo centrale e l’armonia degli spazi creano un ambiente di rara bellezza. La punta di diamante è il salone principale, impreziosito da uno splendido e regale soffitto a cassettoni e da grandissimi specchi (visitabile per mostre ed eventi).

📍Palazzo Spalletti Trivelli

Il palazzo, posto sulla via Emilia in angolo con via S. Nicolò, è un piccolo scrigno d’arte nel centro della città. L’edificio di origine quattrocentesca oggi è sede del Credito Emiliano (Credem) che l’acquistò nel 1940, avviando importanti lavori di restauro volti a restituire al palazzo il fasto originale. La collezione di pittura antica della banca, ospitata nelle sale oggi adibite a uffici e riunioni, vanta opere dei più importanti maestri emiliani tra ’500 e ’700 come l’Ecce Homo di Guido Reni, la Sibilla Cimmeria di Guercino, La deposizione di A. Tiarini. Sono inoltre conservate una prestigiosa raccolta di arte orientale e, al piano interrato, un prezioso sito archeologico, l’unico attualmente visitabile a Reggio Emilia, che permette di accedere al cuore pulsante dell’antica Regium Lepidi. Nel cortile interno del palazzo si può ammirare il gruppo bronzeo con Adamo ed Eva di Arturo Martini, proveniente da Villa Ottolenghi ad Acqui Terme.

📍Palazzo Comunale, Museo e Sala del Tricolore

Sede del Municipio dal 1434, il palazzo del Comune si affaccia su Piazza Prampolini, centro culturale della città. Al suo interno, la Sala, nata come archivio del ducato estense, ospitò il 7 gennaio 1797 i rappresentanti delle città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Qui proclamarono il Tricolore bianco, rosso e verde come vessillo della Repubblica Cispadana, il nuovo stato sorto sotto la protezione delle armi francesi. Nei locali adiacenti, il museo documenta il contesto storico e politico in cui si colloca la nascita della bandiera italiana. Conclude il complesso la vicina Torre del Bordello, che si alza a 51 metri d'altezza ed è il punto più alto del centro storico.

📍Reggia di Rivalta

La Passeggiata Settecentesca collega l’antico Palazzo Ducale (oggi sede della Provincia e della Prefettura) con ciò che resta della piccola “Versailles”. La villa, edificata a partire dal 1723 nella frazione di Rivalta per Francesco III d’Este e Carlotta d’Orleans, faceva parte di un più vasto sistema comprendente la villa di Rivaltella e la “vasca” di Corbelli. Le tre residenze del Ducato sono raggiungibili con una piacevole camminata nel Parco del Crostolo, uno degli spazi verdi più amati e frequentati dai reggiani per camminate, joggin, biking.

📍Sinagoga e quartiere ebraico

L’insediamento del ghetto ebraico nella città risale circa alla seconda metà del XVII secolo, quando gli ebrei reggiani furono obbligati a risiedere esclusivamente in via dell’Aquila, Monzermone, della Volta e Caggiati. Le vie vennero chiuse da portoni e cancelli diventando un vero e proprio ghetto, che dovette dotarsi di una Sinagoga (1672) e delle strutture indispensabili alla vita di comunità. Durante la Seconda guerra mondiale, molti ebrei furono deportati e morirono nei campi di sterminio nazisti. In loro memoria, nel 2015, vennero poste in città 9 pietre d’inciampo, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig.

📍I Teatri: Valli, Ariosto, Cavallerizza

Il Teatro Municipale Valli è il principale teatro di Reggio Emilia. Situato nell'area dell’antica Cittadella, è stato costruito tra il 1852 e il 1857, dopo che un incendio aveva distrutto il precedente teatro cittadino. Intitolato dal 1980 all’attore reggiano Romolo Valli, propone un vasto cartellone di opera, concerti, danza, prosa, musical. Fu in questo teatro che il 29 aprile del 1961 debuttò Luciano Pavarotti ne La Bohème. Al suo interno l’Astrolampo, il lampadario del teatro, fu il primo ambiente della città ad essere illuminato a gas, sostituendo l’illuminazione ad olio o candele tipica dell’epoca. Sulla vicina piazza si affacciano altri due teatri, L’Ariosto e la Cavallerizza. Del primo, merita attenzione il sipario, raffigurante il poeta Ludovico Ariosto che declama circondato da una corte di letterati. Del secondo invece, il nome Cavallerizza richiama la sua originaria destinazione: lo stabile faceva parte della caserma Zucchi ed era adibito a maneggio.

📍Porta Santa Croce e 1° Murales

Porta Santa Croce è una delle nove porte medievali delle mura di Reggio nell'Emilia: ultimata nel 1199 prese il nome probabilmente dalle spedizioni crociate organizzate in quegli anni. È l'unica porta ad essersi salvata dalle demolizioni delle mura della fine dell'800 ed è posta alla fine di via Roma, una delle strade storicamente più importanti della città. Il 19 agosto 1859, accolto calorosamente dal “Popol giost”, passò da questa porta il generale Giuseppe Garibaldi per recarsi nella bassa reggiana. Il “popolo giusto”, che abitava questo quartiere, aveva un suo gergo particolare, una sorta di dialetto parlato al contrario, praticamente incomprensibile a chiunque venisse da fuori. Nel vicino Vicolo Venezia si può ammirare il primo murales italiano: “Il Popolo Giusto vuole la neve” un messaggio in codice per invocare la caduta del regime fascista.

📍Gromae Locus – centro della città romana

La via Emilia fu fondata nel 183 a.C. dai Romani che, lungo il suo tracciato utilizzato come decumano, fondarono numerosi centri, tra cui, nel 175 a.C. circa, Regium Lepidi: a ricordo del probabile punto di origine della città, all'incrocio con via Roma (l'antico cardo), è posta sul manto stradale la lastra del “Gromae Locus”. Oggi la via Emilia è la principale via dello shopping cittadino e, percorrendola, si può godere di una magnifica carrellata di antichi palazzi nobiliari, cortili, chiese e monumenti che ne caratterizzano il percorso.

📍Mercato Coperto

ll Mercato Coperto di Reggio Emilia venne costruito nel 1927 su progetto dell’architetto Prospero Sorgato, con uno stile ispirato agli archi di trionfo romani. L’edificio, concepito come mercato dei generi alimentari e costruito con elementi caratteristici dello stile Liberty, ebbe un grande successo. Con la crisi del 1929 il Mercato iniziò ad ospitare il commercio del tessile con banchi di abbigliamento e di chincaglieria. Il progetto di recupero e rivitalizzazione del 2012, ha restaurato e riqualificato gli spazi esterni ad esso collegati. La nuova destinazione d’uso del Mercato, che nel 2022 tornerà ad ospitare banchi alimentari, conclude simbolicamente il percorso evolutivo di questo edificio, di nuovo protagonista della vita cittadina reggiana.

📍Mura medievali - Piazza Fontanesi

Piazza Fontanesi è una delle più caratteristiche, amate e vissute piazze del centro storico, luogo della movida giovanile. L’ampio spazio della piazza venne ottenuto nel 1783 con l’abbattimento del convento e della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena. A fine Ottocento, la piazza fu intitolata al pittore reggiano Antonio Fontanesi e vennero piantumati gli alberi ad alto fusto, che caratterizzano tuttora il suo stile “francese”. Lungo il marciapiede del lato nord sono riproposte le “braccia reggiane”, unità di misura utilizzate nel passato per gli scambi di merce nei giorni di mercato. Sul lato opposto della piazza, lungo via del Guazzatoio, si può ammirare ciò che resta della duecentesca Porta Castello con la sua grande arcata ogivale.

📍Parco del Popolo

Il Parco del Popolo (conosciuto anche come Giardini Pubblici) occupa l’area in cui un tempo sorgeva l'antica Cittadella gonzaghesca. Inizialmente adibito ad ippodromo (in uso fino ai primi anni del 1900), l'area venne convertita a giardino cittadino grazie alla costruzione Teatro Municipale, che rese necessario l’adeguamento dell’area retrostante con una sistemazione all'italiana. Tra alberi di pregio, piante rare e ampie zone di verde furono collocati, in momenti diversi, monumenti, statue e busti di varie epoche, soggetti e provenienze: la fontana dedicata all'abate Ferrari Bonini, le statue delle quattro stagioni provenienti dalla Villa ducale di Rivalta, i busti di alcuni noti personaggi reggiani ed un importante reperto di epoca romana: il Monumento ai Concordi.