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Percorsi cicloturistici là dove finisce la pianura e comincia l'Appennino, tra dolci colline e balconi che si aprono sulla grande pianura. Questi percorsi attraversano i comuni di: Scandiano, Casalgrande, Reggio Emilia, Rubiera, Vezzano sul Crostolo, Quattro Castella e Ciano d'Enza.

Tra i filari di querce monumentali nelle campagne di Scandiano

Lungo circa 15 km e completamente pianeggiante, il percorso è ideale per tutti: famiglie, cicloturisti e amanti delle passeggiate nella natura. Fin dai primi tratti si viene immersi nella campagna emiliana, tra campi coltivati, vigneti e case rurali, seguendo tranquille strade secondarie e suggestivi stradelli di campagna. 

Elemento distintivo dell’itinerario sono i maestosi filari di querce monumentali — roveri e roverelle — che accompagnano il tragitto creando scenari di grande fascino naturalistico e offrendo ombra e bellezza lungo il percorso. 

Tra i punti di interesse spiccano la torretta-colombaia in località I Giardini e la Chiesa della Madonna della Neve, da cui il percorso prosegue costeggiando il Canale Secchia fino alla frazione di Fellegara. 

L’itinerario attraversa poi piccoli borghi rurali, come Case Fellegara, riconoscibile per una caratteristica casa-torre trasformata in castelletto, e alterna brevi tratti su strada asfaltata a lunghi segmenti su strade bianche immerse nella quiete della campagna.

Ai piedi dell'Appennino tra Scandiano e Casalgrande

Percorso di 25 km ad anello tra le prime propaggini dell'Appennino e l'Alta Pianura Reggiana, tra corti settecentesche, castelli e piccoli borghi tra collina e pianura.

Il tour prende il via immergendosi immediatamente nell'atmosfera della zona pedemontana reggiana. Lasciandosi alle spalle il centro abitato, l’orizzonte si apre sulle prime propaggini dell'Appennino.

In questo percorso, il paesaggio è dominato dai vigneti del Lambrusco, della Spergola, e dalle uve dei Colli di Scandiano e Canossa. Siamo nelle terre di Boiardo, e la geometria perfetta delle vigne offre uno spettacolo cromatico che cambia con le stagioni: dal verde brillante della primavera all'oro e rosso fuoco dell'autunno. Il rientro verso il punto di partenza avviene su strade pianeggianti, permettendo di defaticare le gambe e godersi gli ultimi scorci sulle ville storiche che costellano la zona.

Trasversale dell'Alta Pianura

Diceva Leopardi: "Ma sedendo e mirando, interminati/spazi di là da quella, e sovrumani/silenzi, e profondissima quïete/io nel pensier mi fingo, ove per poco/il cor non si spaura.".

Dall'alto del castello di Casalgrande Alto possiamo capire cosa Leopardi provava, sedendo su quell'ermo colle che tutto sovrastava.

Dal colle di Casalgrande possiamo ammirare tutta l'immensità della Pianura sottostante, così silenziosa dall'alto ma piena di vita e rumoreggiante non appena scendiamo.

Questo itinerario attraversa tutta l'alta pianura reggiana, partendo proprio da Casalgrande e terminando a Correggiocentro nevralgico (dopo il capoluogo) della Bassa Reggiana.

Partiamo quindi dal centro cittadino di Casalgrande e ci dirigiamo verso nord, immergendoci a pieno nella Grande Pianura. Dopo alcuni chilometri tra strade di campagna e corti che puntellano i campi, passiamo a fianco di Villa Spalletti Trivelli, pittoresca location ora luogo per matrimoni, nel cuore della frazione di San Donnino di Liguria. Questa villa del Seicento venne costruita dalla Famiglia Spalletti, di origini ticinesi e ristrutturata nell'Ottocento, con la creazione del meraviglioso giardino all'inglese che vediamo tutt'oggi. Nel 1887 questa villa ospitò i Reali di Savoia Umberto I e la Regina Margherita.

Continuando sulla strada che costeggia il torrente Tresinaro, arriviamo a Rubiera, ultimo comune della provincia prima di Modena. Svoltando verso destra ci immettiamo quindi sulla rete ciclabile che porta alla Riserva Naturale Orientata del Fiume Secchia, luogo di importanza strategica per le migrazioni degli uccelli e il ripopolamento faunistico della Pianura Padana. Presso la Corte Ospitale di Rubiera è possibile scoprire il Centro Visite del Parco, con infografiche interattive e molto altro, oltre che visite per l'educazione ambientale.

Il nostro percorso passa vicino la Garzaia, punto di osservazione principe delle casse di espansione, dove possiamo vedere molte specie di uccelli endemici e non.

Oltrepassiamo i laghi Curiel, già in territorio del comune di Campogalliano (MO), quindi tramite il cavalcavia sorpassiamo l'A1 Milano-Napoli e il fascio di binari AV. Costeggiamo le due direttrici nazionali per qualche chilometro sulla stradina di campagna giusto al lato e, svoltando a destra, proseguiamo il nostro percorso oramai in piena pianura.

Arriviamo quindi a San Martino in Rio, con l'imponente Rocca Estense. Da visitare anche è il museo dell'Agricoltura e del Mondo Rurale, sempre all'interno della Rocca, che testimonia come il settore primario qui sia ancora il motore trainante dell'economia.

Usciamo dal comune e, in pochi chilometri, arriviamo quindi a Correggio, piccola capitale dell'omonima Contea prima e Ducato poi e punto d'arrivo del nostro percorso. Monumento principale è sicuramente il Palazzo dei Principi, sede della biblioteca comunale e del museo dedicato al Correggio, il famoso pittore e artista proveniente proprio da qui. Da visitare anche il Teatro Asioli, la Chiesa di San Francesco e la Rocchetta medievale.

Siamo quindi arrivati alla fine del nostro itinerario, le montagne e le colline già non si vedono più, solo una grande linea orizzontale che divide terra e cielo. Nei giorni ventosi però, quelle stesse montagne fanno capolino dalla linea, ricordandoci che sono sempre lì, alla fine di quegli interminati spazi.

Pedemontana Reggiana - dal Secchia all'Enza

Una linea di demarcazione, un confine naturale che delimita la grande pianura dalle cime appenniniche.

La fascia collinare-pedemontana, subito a sud di Reggio è una zona di particolare bellezza interesse, costellata di castelli in cima a colline, guardiani delle valli retrostanti e con lo sguardo rivolto all'immensità della pianura; i primi boschi colline che riparano dal caos della pianura, come se si fosse in un altro luogo.

Questo itinerario percorre tutta la fascia pedemontana da Castellarano San Polo d'Enza, passando attraverso vigneti, castelli, parchi naturali e boschi verdeggianti.

Il nostro viaggio parte da Castellarano, borgo fluviale sul Secchia dove si può scorgere la Rocchetta quattrocentesca, il Castello e la Torre dell'Orologio. Dal punto di partenza si può visitare la parrocchia di Santa Maria Assunta, in stile romanico.

Il percorso poi scorre lungo la ciclovia del Secchia fino alla località di Veggia. Passando su Via Statutaria, troviamo l'abitato di Casalgrande Alto, località nel comune omonimo. Qui con una piccola deviazione si può visitare (solo esternamente) il Castello di Casalgrande Alto, il primo dei castelli collinari. Questa fortezza, con la caratteristica torre all'entrata, sorvegliava tutta la pianura sottostante e l'uscita del fiume in pianura, ed è collegato agli altri castelli in territorio modenese, come il castello di Montegibbio, sul lato opposto del fiume.

Continuando sulla stessa Via Statutaria, passiamo a sud di Scandiano, dove possiamo raggiungere il Monte delle Tre Croci, terrazza panoramica d'eccellenza su tutta la pianura fino a Bologna e l'Oltrepò Mantovano.

Proseguendo oltre, sorpassiamo il Torrente Tresinaro in località Ca' de' Caroli e giungiamo all'Osservatorio Astronomico Lazzaro Spallanzani, punto d'osservazione spaziale amatoriale e didattica della provincia.

Passando oltre Borzano, arriviamo nel comune di Albinea, comune signorile della prima collina.
Qui si possono visitare (solo esternamente in quanto abitazioni private) il Castello di Albinea e il Castello di Montericco
Nel corso dei secoli le famiglie aristocratiche di Reggio costruirono qui le loro ville, come Villa MorattiVilla Tarabini Viganò con all'interno presente l'Acetaia comunaleVilla Calvi,Villa Arnò, che durante il mese di luglio ospita importanti rassegne jazz, Villa Sidoli-Rossi, custode dei segreti dell'Italia risorgimentale e gli eventi della seconda guerra mondiale, quando gli alleati si paracadutarono per attaccare il commando tedesco all'interno dell'edificio.

Durante il terzo fine settimana di giugno si tiene la tradizionale Sagra del Lambrusco, dove si può degustare il vino di queste terre.

Da Albinea viriamo verso sud lungo la valle del Crostolo, fino a giungere a Vezzano sul Crostolo, primo comune interamente collinare della provincia. Il comune offre una fitta rete di sentieri e di parchi, come l'Ecoparco di Vezzano e il Parco Matildico di Montalto. Per di qui passa anche la Via Matildica del Volto Santo, che collega Mantova, Reggio Emilia e Lucca attraverso l'Appennino, sulle tracce della Gran Contessa Matilde.

Salendo sulla Costa di Montecavolo, ammiriamo dei grandi paesaggi collinari che si dispiegano davanti a noi, arrivando quindi nell'omonima località. 
Proseguendo oltre arriviamo a Roncolo di Quattro Castella, dove comincia la salita per il Parco Provinciale. Di proprietà statale, offre una grande biodiversità endemica, caratterizzata da vegetazione decidua come carpini neri, cerri, aceri, noci e fauna come alcuni predatori, ungulati e roditori. Dal Parco arriviamo al Monte Airone, dove scendiamo tramite un sentiero sulla via principale sottostante. Qui proseguiamo oltre, dove sulla destra possiamo vedere i calanchi, fenomeni di erosione per ruscellamento dell'acqua sul terreno argilloso e, più in lontananza, il Castello e l'oasi di Bianello.
Il castello, visitabile a pagamento, ospita al suo interno saloni in stile barocco, mentre la struttura risale all'epoca Matildica. Ogni 24 luglio, per l'anniversario della morte della Gran Contessa, il castello viene illuminato di rosso.
L'Oasi LIPU di Bianello, subito sottostante il castello, è stata istituita nel 1981 ed è un bellissimo esempio di ambiente del basso Appennino Emiliano. Sono presenti più di 130 specie di uccelli e un sottobosco ricco di vegetazione endemica. L'oasi offre anche visite guidate su prenotazione e un Centro Visite nel borgo di Monticelli.

Svoltiamo a destra su Via Ermete Conti, dove passiamo davanti il Rifugio Matildico, centro di recupero di animali selvatici e centro didattico per l'educazione ambientale.

Continuando su Via Conti torniamo in pianura, e girando a sinistra su Via Belvedere entriamo nel comune di San Polo d'Enza, punto d'arrivo del nostro percorso. Qui meritano una visita l'antica rocca dell'11° secolo e il museo della Resistenza. L'ingresso al borgo poi è anche lui caratteristico, ricordo del borgo fortificato in antichità.