
Teatro Ariosto
Nel centro di Reggio Emilia, accanto ai giardini storici della città, si trova il Teatro Ariosto, secondo polo teatrale della città, dedicato principalmente agli spettacoli di prosa.
La sua storia è intrecciata con eventi drammatici e grandi trasformazioni culturali che hanno segnato il panorama artistico reggiano.
La vicenda prende avvio da un incendio memorabile: nella notte tra il 21 e il 22 aprile 1851, il Teatro di Cittadella, costruito presso l’antico baluardo difensivo dei Gonzaga, venne distrutto dalle fiamme.
La comunità, animata dalla passione per le arti sceniche, reagì con determinazione e, dopo soli otto mesi, fu ricostruito il nuovo teatro, denominato Filodrammatico.
I reggiani, ironicamente, lo soprannominarono “teatro di cartone” per la sua evidente precarietà, ma il 10 gennaio 1852 il melodramma La regina di Leone di Angelo Villanis inaugurò il nuovo spazio.
Per cinque anni, prima dell’apertura del Teatro Municipale Romolo Valli nel 1857, il Filodrammatico fu il principale centro di spettacolo della città.
La vera trasformazione arrivò a metà del 1875, quando cittadini illuminati promossero la realizzazione di un politeama, concepito secondo i modelli londinesi e parigini e pensato principalmente per rappresentazioni drammatiche.
La struttura si caratterizzava per la cavea a forma semi-circolare e l’innovativo uso della ghisa, con il primo e terzo ordine di palchi sostituiti da gallerie continue, mentre il secondo ordine mantenne la tradizionale sistemazione a palco.
Nacque così il Politeama Ariosto, concepito come teatro moderno e versatile.
Il volto novecentesco del Teatro Ariosto
Nel 1927 il teatro subì un importante intervento di ammodernamento: venne realizzato il golfo mistico per l’orchestra ed eliminate le strutture legate agli spettacoli equestri.
In questa occasione l’edificio fu completamente decorato dall’artista Anselmo Govi, che gli conferì l’attuale e riconoscibile stile tardo liberty.
Di particolare pregio sono gli affreschi della cupola, ispirati agli episodi dell’Orlando Furioso, incorniciati dai celebri versi di apertura del poema.
Straordinario anche il grande sipario, recentemente restaurato, che raffigura Ludovico Ariosto mentre declama i suoi versi nel giardino di una villa – probabilmente il Mauriziano – circondato da una ideale corte di umanisti e letterati.
Un teatro vivo nel cuore della città
Oggi il Teatro Ariosto è un punto di riferimento per la prosa contemporanea, capace di coniugare eleganza architettonica, memoria storica e una programmazione culturale di qualità.
Un luogo che continua a raccontare, sera dopo sera, la passione di Reggio Emilia per il teatro.
Contatti
Corso Cairoli, 1 - 42121 Reggio Emilia (RE)


