
Palazzo San Giorgio
Palazzo San Giorgio è oggi sede della Biblioteca Antonio Panizzi che custodisce uno dei patrimoni librari e documentari più importanti dell’Emilia-Romagna.
Da collegio dei Gesuiti a biblioteca pubblica
La storia del palazzo ha origine all’inizio del XVIII secolo, quando l’ordine dei Gesuiti, già presente in via Farini con la chiesa dedicata a San Giorgio, avviò nel 1701 la costruzione di un collegio su un’abitazione preesistente.
La data di edificazione è ancora oggi visibile su una pietra angolare incisa con numeri romani (MDCCI), collocata all’angolo tra via Malta e via Guido da Castello, sul retro dell’edificio.
L’esterno del palazzo si presenta severo e sobrio, quasi monacale, in netto contrasto con la ricca facciata barocca della chiesa di San Giorgio che gli si affaccia di fronte, ispirata alla celebre chiesa del Gesù di Roma, sede centrale della Compagnia di Gesù.
I due edifici, separati dalla stretta via Farini, erano un tempo collegati da un passaggio sotterraneo, oggi non più in uso.
All’interno del collegio, le aule di studio si trovavano al piano superiore, affacciate su via Farini e via Malta, mentre il refettorio e gli spazi di servizio erano collocati sul lato di via Guido da Castello (l’antica strada di San Lorenzo), da cui accedevano anche gli studenti non residenti

Il grande cortile rettangolare, di chiara ispirazione monastica, garantiva luce agli ambienti ed era probabilmente utilizzato anche come spazio coltivato.
Sotto il giardino è tuttora presente una cisterna d’acqua, alimentata in origine da uno dei canali secondari del torrente Crostolo.
Una svolta decisiva nella storia del palazzo avviene nel 1796, con la proclamazione della Repubblica Reggiana dopo la caduta del secolare dominio estense.
Tra i primi atti del nuovo governo cittadino vi fu l’istituzione di una Biblioteca pubblica, creata raccogliendo i fondi librari degli ordini religiosi soppressi e i duplicati della Biblioteca Estense di Modena.
Nel gennaio 1798 la Biblioteca “Nazionale” aprì al pubblico proprio nei locali di Palazzo San Giorgio, già sede della Compagnia di Gesù.
La direzione fu affidata all’abate Gaetano Fantuzzi, raffinato bibliografo, cui si devono l’ordinamento scientifico della raccolta e la redazione del primo catalogo.
Con la Restaurazione del 1814 e il ritorno del duca Francesco IV, la Biblioteca venne trasferita presso il Capitolo del Duomo e affidata a bibliotecari gesuiti e canonici.
Seguirono decenni difficili, segnati da scarsità di risorse e da una limitata fruizione pubblica.
Solo nel 1859, con la definitiva fine del dominio estense, il Comune riaffermò la propria competenza sulle biblioteche pubbliche e decise il ritorno della Biblioteca a Palazzo San Giorgio, che divenne così la sua sede definitiva.
Spazi storici restituiti alla città
Grazie al restauro concluso nel 2021, la Biblioteca Panizzi ha restituito alla città importanti spazi storici, oggi nuovamente fruibili dal pubblico.
Tra questi spicca la Loggia Ferraroni, elegante ambiente settecentesco progettato da Giovan Maria Ferraroni, oggi sede dell’emeroteca, e la Sala degli Artisti, spazio multifunzionale concepito come una moderna piazza coperta per eventi, incontri e attività culturali.
La biblioteca è anche un luogo in cui il sapere dialoga con l’arte contemporanea: dalla monumentale opera murale Whirls and Twirls 1 di Sol LeWitt nella Sala di Lettura, alla recente installazione di Elena Mazzi, visibile all’ingresso e dedicata a un forte messaggio civile contro la violenza sulle donne.
Pensata come uno spazio aperto e inclusivo, la Biblioteca Panizzi offre servizi per tutte le età: dalla Sala Young Adults per i ragazzi, agli spazi dedicati ai più piccoli e alle famiglie, con aree accoglienti (Baby pit stop) e servizi accessibili.


