
Castello di Montecchio
Orari
Attualmente non visitabile.
Baluardo matildico nella valle dell'Enza
Il Castello di Montecchio Emilia affonda le sue origini nell’epoca matildica: un documento autografo della Contessa Matilde di Canossa, datato 1114, ne attesta con certezza l’esistenza.
L’impianto originario è quindi riconducibile almeno all’XI secolo, anche se l’area era frequentata già in epoche precedenti, come dimostrano numerosi rinvenimenti altomedievali, resti di un sepolcreto e materiali di epoca romana e barbarica.
La posizione strategica, nel medio corso della valle dell’Enza, rese il castello un punto di avvistamento fondamentale e un primo baluardo difensivo del sistema fortificato preappenninico voluto dai Canossa, a controllo delle vie di comunicazione tra pianura e Appennino.
Contese, assedi e domini signorili
Nel corso del XIII secolo il castello fu al centro di aspre contese tra i Vescovi e il Comune di Parma.
Più volte assediato ed espugnato, cadde nel 1296 sotto l’attacco di Azzo d’Este, e successivamente di Gilberto da Correggio.
Seguì un periodo di instabilità politica, durante il quale Montecchio passò sotto il controllo di diverse potenti famiglie: i Visconti, Alberigo da Barbiano, Ottobono Terzi e Muzio Attendolo Sforza.
Dal 1246 il castello tornò stabilmente agli Estensi, che nel secolo successivo ne fecero un feudo privilegiato.
Tra il 1482 e il 1486 fu occupato da Guido Torelli, che rafforzò ulteriormente la Rocca.
Nel 1562 Montecchio fu elevato a marchesato, seguendo poi le vicende del Ducato Estense fino alla fine del Settecento e, successivamente, fino all’Unità d’Italia.
La residenza estense e gli “Estensi da Montecchio”
L’attuale struttura del castello risale al tardo Medioevo, con importanti interventi edilizi proseguiti fino al XVI secolo, soprattutto per volontà degli Estensi e in particolare del principe Luigi d’Este, che qui stabilì la propria residenza a partire dal 1638.
Dopo la morte del duca Alfonso II nel 1598, Montecchio garantì la continuità della dinastia attraverso il ramo cadetto degli “Estensi da Montecchio”.
Per lungo tempo il castello fu amministrato dai Vicedomini, che esercitarono funzioni vicarie prima per conto dei Vescovi di Parma e successivamente degli Estensi.
Struttura e ambienti interni
Il Castello di Montecchio era circondato da un sistema di fossati difensivi, tra cui le Fosse della Rocchetta, che correvano lungo tutto il perimetro della fortificazione.
Queste vennero interrate nel 1649 per ordine del principe Luigi d’Este.
Attraversando il portone principale si accede al Cortile della Rocchetta, originariamente a cielo aperto e successivamente coperto nel secondo dopoguerra per ospitare attività sociali.
Una scala, oggi riaperta, collega il cortile ai sotterranei.
Tra gli ambienti del piano terra spicca la Sala del Bargello, che nel XVII secolo era destinata al comandante delle guardie e ai locali soprastanti. In seguito fu utilizzata dallo stesso principe Luigi d’Este.
La sala conservava un pregevole camino artistico, oggi depositato presso i Civici Musei di Reggio Emilia, decorato con lo stemma dei Visconti.
Contatti
Via Alfonso d'Este, 5 - 42027 Montecchio Emilia (RE)