Partenza da
Luzzara
Lunghezza
circa 4,5 km
Durata
2-3 ore
Adatto a
Tutti

Trasporti

Benvenuti a Luzzara, una terra di confine dove la storia dei Gonzaga si intreccia indissolubilmente con la cultura del Novecento. Famosa in tutto il mondo per aver dato i natali al geniale Cesare Zavattini, che qui portò il leggendario fotografo americano Paul Strand per raccontare la vita del paese nel celebre libro Un Paese. Questo itinerario vi guiderà dal cuore del centro storico, custode di teatri e palazzi principeschi, fino alle campagne della frazione di Maso, dove si nascondono perle botaniche e storiche di rara bellezza.

1.Il Museo Nazionale delle Arti Naïves "Cesare Zavattini"

Il viaggio comincia nel suggestivo scenario del quattrocentesco Convento degli Agostiniani, situato presso la Chiesa dell’Annunziata. Questo edificio, la cui storia è legata al primo signore di Luzzara, Rodolfo Gonzaga, è stato riconvertito dal Comune in sede espositiva. Qui è nato il primo e unico Museo Nazionale delle Arti Naïves in Italia, frutto del Premio Nazionale ideato proprio da Zavattini nel 1967.

2. Il Teatro Sociale, un gioiello ottocentesco

A pochi passi si incontra il Teatro di Luzzara, un piccolo miracolo della determinazione locale. Ricavato intorno al 1813 da un antico fabbricato rustico adibito a granaio, fu trasformato in un vero teatro e inaugurato nel 1852 con l'opera I Capuleti ed i Montecchi di Vincenzo Bellini. Poteva ospitare fino a 400 persone nei suoi 47 palchi divisi in tre ordini. Il suo pezzo forte? Un magnifico sipario dipinto a mano che raffigurava la Fiera di Luzzara alla presenza dei Principi Gonzaga.

3. Palazzo della Macina e i fasti dei Gonzaga

Arrivando nella piazza principale, lo sguardo incontra il Palazzo della Macina, l'antico palazzo dei Gonzaga signori di Luzzara. Eretto verso la fine del XV secolo su disegno del celebre architetto Luca Fancelli, all'epoca dei suoi fasti occupava quasi tutta la piazza ed era decorato da splendidi affreschi. Purtroppo, la terribile battaglia del 15 agosto 1702 distrusse gran parte della struttura.

  • Curiosità: il nome "Macina" deriva dal tributo sulle granaglie che veniva riscosso qui in passato. Sulla porta principale spicca ancora lo stemma gonzaghesco in porcellana colorata, raffigurante il simbolo della fecondità.

4. La Torre Civica e il simbolo del Luccio

A svettare sopra il profilo del borgo con i suoi 55 metri d'altezza è la Torre Civica, il simbolo più forte dell'orgoglio della comunità di Luzzara. Desiderando un'altissima torre campanaria, i cittadini la edificarono a partire dal 1724 utilizzando i materiali delle vecchie fortificazioni e della Rocca abbattuta, finanziando l'opera attraverso collette popolari di biade, vino e denaro. Nel 1780, sulla cima della cupola, fu posta la grande croce con il luccio, l'emblema del paese che sembra vigilare sulla pianura.

5. Villa Paralupi a Maso, nobiltà e botanica

Lasciando il centro storico in direzione della località Maso, l'itinerario si conclude davanti alla magnifica Villa Paralupi. Questa straordinaria struttura rurale fortificata (curtense) fu una delle più celebri e amate residenze dei Gonzaga. Passata nei secoli a diversi proprietari, conserva intatta l'atmosfera della nobiltà di un tempo grazie al suo oratorio privato e, soprattutto, al suo splendido giardino. Quest'ultimo è un patrimonio di altissimo valore botanico, popolato da alberi secolari ed esemplari rari di straordinaria bellezza.