Partenza da
Piazza del Monte
Lunghezza
1,2 km
Durata
2h circa
Adatto a
Escursionisti, Tutti

Trasporti

Introduzione

Camminare lungo la Via Emilia Santo Stefano significa percorrere un tratto della storia più autentica di Reggio Emilia.
Questo itinerario – che si snoda tra palazzi nobiliari, antiche chiese, cortili segreti e memorie d’acqua – segue l’antico corso del torrente Crostolo, che un tempo attraversava la città, modellandone vie, atmosfere e destini.

1. Da piazza del Monte al fascino dei palazzi storici

Si parte da piazza del Monte, per imboccare la Via Emilia Santo Stefano in direzione di Parma.
Al civico 3 sorge Casa Venturi, oggi sede della Libreria All’Arco: qui il fisico e matematico Giambattista Venturi custodiva, tra Sette e Ottocento, la sua collezione di dipinti, segno di una curiosità scientifica e artistica che travalicava i confini del sapere.
Poco oltre, al civico 6, Casa Camellini conserva ancora le delicate tempere del giovane Antonio Fontanesi, destinato a diventare uno dei grandi protagonisti della pittura di paesaggio europea.
Di fronte, al numero 5, il severo palazzo oggi sede dell’Istituto Nazionale Assicurazioni fu costruito alla fine del Settecento e rinnovato nell’Ottocento da Domenico Marchelli, l’architetto che lasciò un segno profondo nell’estetica neoclassica reggiana.

2. L’antica Sinagoga ebraica

Una breve deviazione in via dell’Aquila conduce al civico 3, dove sorge la Sinagoga ebraica, restaurata di recente.
Progettata nel 1857 da Pietro Marchelli, è uno degli esempi più eleganti di architettura neoclassica della città.
Oggi, silenziosa e raccolta, testimonia secoli di storia e di presenza ebraica nel tessuto culturale reggiano.

3. Piazza Gioberti e l’Aristocrazia ducale

Ritornando sulla Via Emilia, si raggiunge piazza Gioberti, impreziosita dall’obelisco del 1843 dedicato ad Adelgonda di Baviera, sposa del duca Francesco V d’Este.
Un segno di devozione e potere che ricorda i fasti di una corte ormai al tramonto.

4. L’antico corso del Crostolo e la Basilica della Ghiara

Da qui si apre l’ampio respiro di Corso Garibaldi, un tempo letto del torrente Crostolo, poi interrato e trasformato in una delle arterie più eleganti della città.
È qui che, il 29 aprile 1596, davanti a un’immagine della Madonna, avvenne il miracolo di Marchino, il giovane sordomuto che riacquistò la parola.
L’evento, accolto come segno divino, portò alla costruzione della Basilica della Beata Vergine della Ghiara, tra i santuari mariani più celebri d’Italia, scrigno di arte e devozione.
Il corso, detto un tempo “della Ghiara” per il fondo ghiaioso lasciato dal torrente, divenne presto il cuore vivace della vita cittadina: qui si correvano palii e quintane, sfilavano processioni, si allestivano feste e apparati scenografici.
Una tradizione che ancora oggi rivive nella Fiera della Giarèda, la prima settimana di settembre.

5. I palazzi del potere e dell’arte

Di fronte alla Basilica, nel 1784, cominciò la costruzione del Palazzo del Governatore (oggi sede della Prefettura e della Provincia).
La sua maestosità racconta il ruolo politico e amministrativo che Reggio andava conquistando.
Poco oltre, al civico 29, sorge Palazzo Magnani, sede di importanti mostre e centro culturale della città.
La dimora, appartenuta un tempo ai Becchi e poi al musicologo Luigi Magnani, custodisce memorie secolari: il Giano bifronte scolpito sull’angolo con via Vicedomini, datato 1576, sembra evocare il passaggio tra antico e moderno, proprio come la città che lo accoglie.

6. Piazze segrete e maestri dell’arte

Proseguendo lungo via Vicedomini e via Fiordibelli, si giunge in piazza San Lorenzo, una piccola gemma nascosta.
Qui domina Palazzo Calcagni, raffinato esempio di architettura cinquecentesca con un pregevole cornicione in cotto decorato a ovuli e dentelli.
Poco più avanti, all’angolo con via San Pietro Martire, si trova la casa dell’architetto Antonio Casotti, che la progettò personalmente nel Quattrocento, abbellendola con affreschi di Nicolò dell’Abate.
Da qui si accede alla piazzetta di San Giovanni, dominata dalla chiesa di San Giovannino, dalla facciata incompiuta ma dall’interno ricchissimo di arte barocca: affreschi illusionistici di Tommaso Sandrini e Lorenzo Franchi, le grandiose tele di Alessandro Tiarini, e il Mortorio di Cristo in terracotta della bottega di Guido Mazzoni.
Un vero scrigno di fede e talento.

7. Architetture d’autore e atmosfere ottocentesche

Ritornando verso Corso Garibaldi attraverso via Guido da Castello, incontriamo Casa Paglia(n. 21), realizzata dal celebre scenografo Giovanni Paglia all’inizio dell’Ottocento: riconoscibile per il balcone con colonne ioniche che sembra quasi un piccolo palcoscenico urbano.
Poco più avanti, Casa Rossi (n. 25) conserva il tipico “collo” medievale, elemento architettonico che testimonia la struttura delle abitazioni trecentesche reggiane.
Tornando su Corso Garibaldi, all’angolo con via Farini, sorge Palazzo Panciroli Trivelli, noto come “Palazzo dell’Imperatore” perché ospitò Napoleone Bonaparte durante una visita alla città.
All’interno, giochi di prospettiva e cortili scenografici raccontano il gusto teatrale di un’epoca che amava stupire.

8. Piazza del Cristo e la chiesa di San Giorgio

L’itinerario si apre infine su una delle piazze più suggestive di Reggio, piazza Roversi, detta anche Piazza del Cristo, dominata dall’Oratorio del Cristo progettato nel 1761 da Giambattista Cattani.
La sua facciata, sormontata da tre statue, si affaccia con elegante armonia su Palazzo Rangoni, imponente e austero, di gusto manierista.
Una deviazione in via Bardiconduce alla chiesa di Sant’Agostino, dove si può ammirare uno dei tre dipinti reggiani del Guercino.
Tornando su via Farini, l’itinerario si conclude con la visita alla Chiesa di San Giorgio, edificata a partire dal 1638 e riconoscibile per la splendida cupola barocca progettata da Alfonso Torregiani.
Di fronte sorge la Biblioteca Municipale Panizzi, un tempo convento dei Gesuiti, oggi cuore pulsante della vita culturale cittadina.

Consigli per la visita

  • Durata: circa 2 ore e 30 minuti, a piedi.

  • Ideale per: amanti dell’arte, della storia e dell’architettura barocca.

  • Periodo consigliato: primavera e autunno, quando Corso Garibaldi si anima di eventi e mercatini.

  • Non perdere: la cupola di San Giorgio al tramonto e gli interni di San Giovannino, veri capolavori di luce e colore.