
Isola degli Internati
Natura, storia, relitti della guerra e i luoghi del Po legati ad Antonio Ligabue.
Orari
Sempre aperto
Lungo la pista ciclabile che attraversa la golena di Gualtieri, collegando Gualtieri, Boretto e Guastalla, si incontrano alcuni degli angoli più suggestivi del paesaggio del Po.
Tra questi, l’Isola degli Internati è un luogo dove natura e memoria si intrecciano in modo particolare.
È un lembo di terra circondato dalle acque del Po e dall’ambiente della golena, oggi tranquillo e ricco di vegetazione, che conserva però le tracce di una storia fatta di lavoro, guerra e rinascita.
Il nome Isola degli Internati ricorda la vicenda degli ex prigionieri della Seconda guerra mondiale.
Nel secondo dopoguerra, infatti, l’area fu affidata a una cooperativa agricola formata da reduci ed ex internati, che potevano ricavare un reddito dal lavoro nei boschi e dallo sfruttamento del legname.
La gestione dell’isola rappresentò così anche un'opportunità per ricominciare dopo gli anni drammatici del conflitto.
A ovest si trovava il Porto Vecchio, antico attracco del traghetto a fune che collegava le due rive del Po e permetteva agli operai di raggiungere Pomponesco.
Oggi il porto è interrato, ma il luogo conserva le tracce di quella che un tempo era una vivace attività legata al fiume e ai suoi traffici.
Durante i periodi di magra del Po riaffiorano dalle acque i relitti di tre imbarcazioni risalenti alla Seconda guerra mondiale.
Si tratta di natanti utilizzati in passato per il trasporto di prodotti agricoli, carbone e materiali destinati alla costruzione di infrastrutture, rimasti sul fondo del fiume dopo essere stati colpiti e affondati durante il conflitto.
La loro comparsa, legata alle eccezionali condizioni di magra del fiume, restituisce un'immagine sorprendente e malinconica di un passato ancora presente nel paesaggio.
L’Isola degli Internati è inoltre legata alla figura di Antonio Ligabue, che frequentò a lungo questi luoghi.
Tra i pioppi, le nebbie e gli ambienti appartati della golena, il pittore e scultore trovava spesso rifugio, soprattutto nei periodi più difficili della sua vita.
Il paesaggio del Po, con la sua natura potente e mutevole, divenne così parte dell’universo umano e artistico dell’artista.
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42044 Gualtieri (RE)


