Reggio Emilia Approach®
Il Reggio Emilia Approach® è un innovativo progetto educativo nato a Reggio Emilia e oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Al centro di questa filosofia c'è l'idea di un bambino competente, curioso e protagonista del proprio percorso di crescita, capace di esprimersi attraverso i "cento linguaggi" che appartengono a ogni essere umano.
Sviluppato e perfezionato nel tempo all'interno dei nidi e delle scuole dell'infanzia comunali di Reggio Emilia, questo approccio educativo si basa sulla collaborazione tra educatori, insegnanti e famiglie, sull'importanza delle relazioni, sulla valorizzazione della creatività e sul ruolo degli spazi come strumenti di apprendimento.
Elementi distintivi del Reggio Emilia Approach® sono gli atelier dedicati alla sperimentazione e alla ricerca, la documentazione dei percorsi educativi, la presenza di un coordinamento pedagogico e la partecipazione attiva delle famiglie alla vita scolastica.
Le radici di questa esperienza affondano nella storia della città e trovano nella figura di Loris Malaguzzi il loro principale interprete.
Educatore e pedagogista, Malaguzzi contribuì alla nascita della rete di scuole e nidi comunali che ha reso Reggio Emilia un punto di riferimento internazionale nel campo dell'educazione.
Oggi il Reggio Emilia Approach® dialoga con oltre 145 Paesi e territori nel mondo, portando ovunque una visione dell'infanzia fondata sull'ascolto, sulla partecipazione e sul valore delle potenzialità di ogni bambino.
Manifesto simbolico di questa filosofia è la poesia "Invece il cento c'è", con cui Loris Malaguzzi celebra i cento linguaggi dei bambini e il loro straordinario modo di conoscere, immaginare e interpretare il mondo.
INVECE IL CENTO C'È
Il bambino
è fatto di cento.
Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.
Loris Malaguzzi

