
Palazzo del Monte di Pietà
Nel cuore del centro storico di Reggio Emilia sorge Palazzo del Monte, uno degli edifici più antichi e significativi della città.
Le sue origini risalgono al XI secolo, quando la città iniziava a strutturarsi come centro politico e culturale ed è stato per secoli il fulcro della vita politica, economica e culturale cittadina, testimone silenzioso di trasformazioni, conflitti e rinascite.
Dalla sede del Comune a Monte di Pietà
Per lungo tempo Palazzo del Monte ospitò il Comune, fino all’inizio del XV secolo, quando l’istituzione si trasferì sul lato opposto della piazza, dove si trova ancora oggi.
In origine l’edificio era collegato tramite un ponticello coperto al vicino Palazzo del Capitano del Popolo, sede di un’altra importante magistratura comunale.
Nel 1494 il palazzo divenne sede del Monte di Pietà, mentre al piano terra trovavano spazio botteghe e attività di cambio valuta, a conferma del ruolo economico centrale dell’edificio nella vita cittadina.
La torre, l'orologio e la meridiana
Uno degli elementi più affascinanti del palazzo è la torre con orologio, realizzato nel 1481 da Gianpaolo Ranieri, lo stesso maestro che progettò il celebre orologio di Piazza San Marco a Venezia.
Il sofisticato meccanismo, che originariamente mostrava anche un’immagine della Madonna, è oggi parzialmente conservato presso il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia.
Sulla facciata si trova inoltre una meridiana geografica del 1847, unica nel suo genere, capace di indicare il mezzogiorno solare non solo locale ma anche di alcune capitali europee.
Il primo teatro cittadino
Dal XVI al XVIII secolo, Palazzo del Monte ospitò il primo teatro pubblico della città, con una capienza di circa 800 posti. Il successo degli spettacoli fu tale da rendere necessario un ampliamento con strutture lignee che si estendevano fino a Piazza del Monte.
Il primo spazio teatrale ufficiale era ricavato nella Sala delle adunanze del Pubblico Consiglio, un grande ambiente rettangolare situato al primo piano.
L’uso di spazi civici per le rappresentazioni teatrali era diffuso all’epoca e trovò a Reggio una delle sue espressioni più precoci.
Nel 1568, in occasione della visita della duchessa Barbara d’Austria, vi fu rappresentata l’Alidoro del reggiano Gabriello Bombace.
Con il tempo, la crescente popolarità del teatro portò a continue modifiche strutturali, culminate nella grande ristrutturazione del 1637, alla quale contribuì probabilmente Gaspare Vigarani, celebre architetto e scenografo barocco.
Il teatro assunse così una forma riconducibile al nascente teatro all’italiana, con una cavea a U attorniata da quattro ordini di palchi verticali, ciascuno separato da tramezzi e decorato con lo stemma della famiglia proprietaria.
I palchi ospitavano da 4 a 6 spettatori, mentre in platea venivano disposti panche e scranni mobili. Complessivamente, la sala contava 100 palchi, offrendo un ambiente elegante, decorato secondo il gusto barocco, un modello che avrebbe influenzato profondamente la storia teatrale europea.
Il palazzo oggi
Oggi, il Palazzo si presenta completamente rinnovato. Gli interni sono stati valorizzati con un elegante allestimento moderno curato tra il 1981 e il 1985 dagli architetti Afra e Tobia Scarpa, mentre il recente restauro della facciata ha riportato alla luce lo stemma comunale, circondato da raffinati nastri e racemi vegetali.