
Zabaglione
Un dessert che profuma di storia
Morbido, cremoso e irresistibilmente goloso, lo Zabaglione è uno dei dolci più celebri della tradizione italiana.
Pochi sanno però che, secondo una delle leggende più affascinanti legate alla gastronomia emiliana, la sua origine sarebbe da ricercare proprio a Scandiano, nel cuore delle Terre Matildiche.
La leggenda di Giovanni di Buglione
La storia ci riporta al 1560, quando le truppe guidate dal condottiero Giovanni di Buglione si accamparono nei pressi di Scandiano.
I soldati erano stremati e il comandante ordinò loro di procurarsi del cibo nelle campagne circostanti.
I tempi erano difficili e le risorse scarse.
Dopo una lunga ricerca, gli uomini riuscirono a raccogliere soltanto pochi ingredienti: uova, farina e vino bianco.
Per sfamare la truppa, Giovanni di Buglione fece riunire tutto in un grande pentolone e lo fece cuocere sul fuoco.
Il risultato fu una preparazione calda, nutriente e sorprendentemente gustosa, capace di restituire energia e buonumore ai soldati.
Nacque così quello che venne chiamato il “brodo di Giovanni”.
Nei giorni successivi i soldati tornarono nelle campagne chiedendo nuovamente gli ingredienti necessari per preparare il celebre “buillon de Jan”, ovvero il brodo di Giovanni.
Con il passare del tempo il nome cambiò più volte, trasformandosi prima in “Janbujon” e successivamente in “Zabaglione”, fino ad arrivare alla denominazione che conosciamo oggi.
Questa tradizione continua a essere tramandata dagli scandianesi come una delle più curiose e affascinanti leggende gastronomiche del territorio.
Come si prepara
La ricetta tradizionale prevede tuorli d'uovo, zucchero e vino liquoroso. Se in passato si utilizzava il vino bianco dolce prodotto nelle campagne locali, oggi il Marsala è l'ingrediente più diffuso grazie alla sua aromaticità e alla capacità di conferire alla crema il caratteristico profumo intenso.
La preparazione richiede attenzione e pazienza. I tuorli vengono montati con lo zucchero e il vino a bagnomaria, mescolando continuamente fino a ottenere una crema gonfia, leggera e spumosa.
Il segreto è evitare che il composto raggiunga il bollore, mantenendo una temperatura costante che permetta di incorporare aria e sviluppare la tipica consistenza soffice che rende unico questo dessert.
Secondo la tradizione locale, alcuni aggiungono biscotti sbriciolati o amaretti, richiamando gli antichi “bujon”, nei quali il pane raffermo rappresentava uno degli ingredienti fondamentali.
Abbinamenti in cucina
Servito caldo appena preparato, lo Zabaglione è una vera coccola per il palato. Può essere gustato da solo, accompagnato da biscotti secchi o utilizzato come crema per arricchire numerosi dessert.
Nella tradizione reggiana viene spesso servito con dolci delle feste, come il pandoro, oppure impreziosito con poche gocce di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.
Un abbinamento sorprendente che unisce la dolcezza della crema alle note aromatiche e complesse dell'oro nero emiliano.
Particolarmente apprezzato è anche l'abbinamento con i vini del territorio, come il Bianco Colli di Scandiano e Canossa DOC.