Con pochi ingredienti essenziali – uova, zucchero e farina bianca – nascono i Savoiardi reggiani, biscotti leggeri e fragranti che racchiudono tutta la semplicità e l’eleganza della pasticceria di tradizione.
Soffici ma strutturati, delicati ma resistenti, sono capaci di assorbire creme e liquidi senza perdere consistenza, diventando protagonisti discreti ma indispensabili dei dolci al cucchiaio.

Una storia di sperimentazione e intuizione

La loro origine risale ai primi anni del Novecento, quando Elico Alai, ispirandosi a un biscotto piemontese legato ai ricordi della sua infanzia, iniziò a sperimentare una ricetta alternativa al pan di Spagna, molto diffuso nella pasticceria reggiana dell’epoca.

Dopo numerosi tentativi, nel 1909 riuscì a ottenere un biscotto nuovo, più leggero e più adatto ai dolci al cucchiaio: realizzato con uova montate e ingredienti semplici, dava vita a una struttura soffice e friabile al tempo stesso.
Il prodotto venne chiamato “Savoiardo” e fu conosciuto anche come “Pan di Reggio”, mantenendo a lungo una dimensione quasi familiare e artigianale prima di diffondersi sul territorio.

Oggi è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) dell’Emilia-Romagna.

L’arte di una semplicità perfetta

La preparazione segue ancora il gesto originario: i tuorli vengono montati con lo zucchero, uniti a farina e una piccola quota di latte; gli albumi, montati a neve ferma, vengono incorporati con delicatezza per preservare la leggerezza dell’impasto.
Da questo composto si ricavano piccoli bastoncini ovali di circa cinque centimetri, disposti su teglia e cotti in forno a circa 200°C, fino a ottenere una superficie dorata e una consistenza soffice e leggermente spugnosa.

Nel cuore dei dolci della tradizione

I Savoiardi reggiani trovano la loro espressione più naturale nei dolci al cucchiaio della tradizione, in particolare nella zuppa inglese.
Qui assorbono creme, liquori e bagne aromatiche senza disfarsi, contribuendo all’equilibrio del dessert e restituendo, al palato, una trama morbida e armoniosa.
Piccoli nella forma, ma fondamentali nella sostanza, rappresentano una delle espressioni più delicate e riconoscibili della pasticceria reggiana.