Ezio Comparoni (1920-1952) è una delle voci più originali e suggestive della letteratura italiana del Novecento, pubblicando sotto lo pseudonimo di Silvio D’Arzo.

Vive con la madre sempre nella modesta abitazione di Via Aschieri.
Fin da giovane Comparoni mostra una passione intensa per la scrittura: a soli quindici anni pubblica racconti e poesie, e a sedici supera l’esame di maturità classica con successo.
Si laurea in Lettere all’Università di Bologna con una tesi dedicata ai dialetti locali, a testimonianza del suo legame profondo con il territorio reggiano.

La produzione letteraria di Comparoni è variegata: usa diversi pseudonimi, ma è con Silvio D’Arzo che ottiene il riconoscimento critico postumo.
Il suo unico romanzo pubblicato in vita, All’insegna del Buon Corsiero, e soprattutto il racconto lungo Casa d’altri, definito da Eugenio Montale “un racconto perfetto”, confermano il suo talento narrativo e la sua capacità di raccontare sentimenti umani con sobrietà e profondità.

A Reggio Emilia il suo lascito culturale è ben custodito: alla Biblioteca Panizzi si trova un importante fondo dedicato a Silvio D’Arzo, con manoscritti, lettere e carte originali che permettono di riscoprire la sua opera e la sua vivace corrispondenza con critici e intellettuali.

Il legame con la città va oltre le pagine dei suoi libri: molte iniziative culturali e riconoscimenti rendono omaggio a Comparoni, e una via di Reggio Emilia porta il suo nome, ricordando ai visitatori il contributo duraturo di questo scrittore schivo ma profondamente legato alla sua terra.