Angelo Secchi (1818-1878) nasce in una piccola casa di via Porta Brennone ed è ultimo di una numerosa famiglia di modesta estrazione sociale.
La città che lo vede crescere custodisce ancora oggi la memoria di questo figlio illustre, destinato a cambiare per sempre il modo in cui osserviamo il cielo.

Dopo le scuole elementari, Angelo frequenta il ginnasio diretto dai gesuiti a Reggio Emilia e, completati gli studi, entra stabilmente nella Compagnia di Gesù, iniziando un percorso che lo porterà a diventare uno dei massimi scienziati del XIX secolo.

Dal 1849 al 1878, dirige l’Osservatorio astronomico e meteorologico del Collegio Romano, dove le sue ricerche spaziano dall’astronomia alla fisica, dalla meteorologia alla geodesia.
Studia il magnetismo terrestre, la meteorologia e le misure geodetiche; si occupa di acquedotti, sanità, clima ed elettricità, diventando un punto di riferimento scientifico a livello internazionale.

In campo meteorologico, inventa il celebre “Meteorografo”, uno strumento innovativo che registra a distanza temperatura, pressione, umidità, direzione e velocità del vento e quantità di pioggia.
Presentato e premiato alla Esposizione Universale di Parigi del 1867, riceve il riconoscimento personale di Napoleone III, che lo nomina Ufficiale della Légion d’Honneur.

Ma è nell’astronomia che Secchi lascia il segno più duraturo: osserva stelle doppie, nebulose, pianeti e comete; studia il sole, catalogando macchie solari e protuberanze; analizza lo spettro di oltre 4.000 stelle, raggruppandole in quattro classi.
Un lavoro monumentale, che segna una pietra miliare nella storia dell’astrofisica.

Secchi svolge anche compiti di pubblica utilità: fornisce l’ora esatta a Roma, misura basi geodetiche per la triangolazione dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli, contribuisce alla definizione del Primo Meridiano d’Italia dal punto di vista geodetico a Monte Mario e partecipa alla Commissione di Parigi per la definizione del metro campione.

Tra le sue pubblicazioni più celebri ricordiamo: L’Unità delle forze fisiche (1864), Le Soleil (1870) e Le Stelle (1877).

Il suo nome oggi risuona non solo sulla Terra, ma nello spazio: un asteroide, una montagna, un crepaccio di 35 km, un cratere lunare di 22 km e un cratere su Marte di 234 km di diametro portano il suo nome, a testimonianza dell’impatto universale delle sue scoperte.

Padre Angelo Secchi, che muore a Roma il 26 febbraio 1878, resta un orgoglio reggiano e un simbolo di come curiosità e conoscenza possano aprire nuovi orizzonti, fino a toccare le stelle.

Bicentenario di Angelo Secchi, il padre dell'astrofisica