(1924-2005)

Henghel Gualdi è una delle figure più affascinanti della musica italiana del Novecento, un grande interprete del clarinetto capace di portare il jazz ben oltre i confini nazionali.

Nasce a San Martino in Rio il 4 luglio 1924 e fin da bambino dimostra un talento straordinario: a soli 10 anni suona già nella banda “Luigi Asioli” di Correggio.
Si forma al Conservatorio “Achille Peri” di Reggio Emilia, dove affina la tecnica sotto la guida del maestro Augusto Battaglia, conseguendo il diploma in clarinetto.

Durante la Seconda guerra mondiale scopre il jazz, affascinato dalle grandi orchestre americane come quelle di Glenn Miller e Tommy Dorsey.
Nel dopoguerra la sua carriera prende slancio: si esibisce nei locali più prestigiosi e conquista anche personalità come Ernest Hemingway.
Le collaborazioni con giganti del jazz internazionale – tra cui Louis Armstrong, Chet Baker e Count Basie – lo consacrano definitivamente.

Negli anni ’50 e ’60 ottiene importanti riconoscimenti, tra cui il concorso radiofonico “Bacchetta d’Oro” e il titolo di “Benny Goodman italiano”.
Partecipa a eventi di rilievo internazionale, dirige lo Zecchino d’Oro e accompagna artisti di fama mondiale, portando il suo talento sui palcoscenici di tutta Europa e negli Stati Uniti.

Negli anni successivi continua a esibirsi e a diffondere la cultura jazz, partecipando a festival come Umbria Jazz e dedicandosi anche all’insegnamento.
Nel 2005 riceve il riconoscimento tra i personaggi illustri di Reggio Emilia.
Muore a Bologna il 16 giugno 2005, pochi giorni dopo il suo ultimo concerto.

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Archivio Henghel Gualdi