
Palazzo Sartoretti
Affacciato sul lato meridionale della piazza principale di Reggiolo, Palazzo Sartoretti è uno dei luoghi più rappresentativi del paese.
Di origine cinquecentesca, il palazzo è oggi sede della Biblioteca Comunale “Giorgio Ambrosoli” e si apre sul retro su un ampio parco pubblico, spazio verde molto amato dalla comunità e teatro di attività culturali ed eventi.
Storia e architettura
Per oltre due secoli il palazzo appartenne alla famiglia Sartoretti, storicamente legata agli Asburgo.
Originari della Svizzera, i Sartoretti furono maggiordomi di palazzo e tesorieri della Cassa Reale dell’Impero, oltre a occuparsi per lungo tempo della riscossione dei dazi del Ducato di Guastalla.
Nel 1765 la famiglia ristrutturò profondamente l’edificio, che assunse l’assetto settecentesco attuale, arricchito tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo da decorazioni interne in stile neoclassico.
Il lungo fronte del palazzo, rivolto verso la piazza, cela alla vista il grande parco retrostante.
L’accesso avviene attraverso un voltone ricavato nella torre preesistente, divenuta corpo centrale dell’edificio durante la sistemazione settecentesca.
Le due ali irregolari che si protendono verso l’area verde racchiudono la porzione storica del giardino ornamentale.
Il parco storico
Il parco, che supera di poco un ettaro di estensione, conserva tracce delle sue trasformazioni nel tempo.
In origine giardino all’italiana, fu rimodellato nell’Ottocento secondo il gusto romantico del giardino all’inglese, con aiuole ondulate e grandi alberature.
Nella parte più vicina al palazzo si trovano quattro aiuole storiche con tigli secolari, magnolie, tassi, platani, calicanti e altri arbusti ornamentali.
Poco oltre, aiuole più ampie accolgono ippocastani, bagolari, farnie e un bel frassino cresciuto sulle sponde dell’antico canale che attraversava Reggiolo fino alla metà del Novecento.
Procedendo verso sud, il parco assume l’aspetto di giardino attrezzato: sono presenti un’area giochi per bambini, spazi per spettacoli all’aperto con palco e chiosco, e una zona recintata che ospita caprette, anatre e piccoli animali domestici.
La parte orientale mantiene invece l’impronta del frutteto, con mirabolani, meli, peri, noci, sambuchi e altre specie tradizionali, affiancate da un piccolo orto e da un vivaio gestito dalle guardie ecologiche.
Siepi miste di arbusti spontanei delimitano il parco e offrono rifugio a numerose specie di uccelli, mentre conigli e galline si muovono liberamente in alcune aree verdi, contribuendo a creare un ambiente familiare e accogliente.
Dal palazzo nobiliare al bene pubblico
Dopo la morte nel 1979 di donna Amelia Sartoretti, ultima discendente della famiglia, il palazzo e i terreni annessi entrarono, per sua volontà, nella disponibilità del Comune di Reggiolo e dell’AUSL, con vincolo di destinazione a finalità sociali.
Parte dell’edificio è stata destinata a uffici comunali, mentre il piano nobile, con le sue sale decorate, ospita dal 2003 la Biblioteca Civica.
A seguito dei gravi danni subiti con il terremoto del 2012, il palazzo è stato oggetto di un lungo e accurato restauro. L’edificio è stato restituito alla cittadinanza il 7 luglio 2021, giorno del patrono reggiolese San Venerio, tornando a essere un luogo di incontro, cultura e memoria condivisa.