
Chiesa dei Santi Girolamo e Vitale
Orari
Da lunedì a sabato
08:30 - 12:30 / 17:00 - 19:00
Domenica e festivi
08:30 - 13:00
La Chiesa dei Santi Girolamo e Vitale è uno degli edifici religiosi più originali e sorprendenti di Reggio Emilia.
Costruita in stile barocco nel XVII secolo, custodisce al suo interno quattro edifici sacri perfettamente integrati tra loro, collegati da un intricato sistema di scale, corridoi e cappelle che rendono la visita un’esperienza unica.
L’edificio sorge sulle fondamenta dell’antica chiesa di San Vitale, già esistente nei primi secoli del Cristianesimo reggiano (post 313 d.C.).
Nel 1443, quando la Confraternita di San Girolamo cercava una sede stabile, la chiesa di San Vitale era ormai in rovina.
Il 6 novembre di quell’anno, i confratelli acquistarono dalle monache di San Raffaele la cappella e l’orto adiacenti, situati presso le mura cittadine.
Due anni più tardi, il Vescovo di Reggio consacrò il nuovo edificio, dedicandolo ai Santi Girolamo e Vitale Martire.
Nel 1600, un confratello, Ippolito Pratonieri, tornato da un pellegrinaggio in Terra Santa, portò con sé il disegno e le misure esatte del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Mosso da profonda devozione, decise di riprodurlo all’interno della chiesa.
Il 28 aprile 1646 venne benedetta la prima pietra dell’attuale edificio, progettato da Gaspare Vigarani, celebre architetto e scenografo attivo anche alla corte di Luigi XIV.
Vigarani concepì un’opera di straordinaria complessità architettonica, che unisce simbolismo e teatralità barocca.
L’insieme architettonico è costituito da quattro spazi sacri, uniti tra loro da scale e passaggi interni:
Atrio – Da qui partono tre scale, tra cui la Scala Santa di ventotto gradini, percorsi in ginocchio durante il rito del Venerdì Santo.
Oratorio di San Vitale (dei Confratelli) – Qui si svolgevano le funzioni della Confraternita.
Rotonda – A pianta circolare, con altare centrale e un elegante matroneo nella parte superiore. Le otto nicchie lungo le pareti ospitano statue di santi.
Cripta – Comprende due cappelle e la ricostruzione fedele del Santo Sepolcro, realizzata secondo le misure portate da Pratonieri al ritorno dal pellegrinaggio a Gerusalemme.
Un “Sacro Monte” nel cuore di Reggio Emilia
Il complesso è stato definito dagli studiosi Quasi un Sacro Monte per la sua eccezionale ricchezza simbolica e spirituale.
Tutti gli spazi sono ispirati al tema della Passione di Cristo, con un percorso devozionale che conduce il visitatore dal sacrificio alla Risurrezione.
Tra le reliquie più preziose conservate si trovano:
la Scala Santa, copia di quella del palazzo di Pilato a Gerusalemme;
la ricostruzione del Sepolcro di Cristo;
le reliquie di otto martiri;
e, nella chiesa superiore, la Rotonda, che rappresenta il trionfo della Risurrezione, capolavoro assoluto del barocco emiliano.
La Confraternita di San Girolamo, ancora oggi custode dell’edificio, ha arricchito il percorso religioso con nuove e suggestive installazioni:
una riproduzione a grandezza naturale (8 metri) dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, realizzata da Giuliano Melioli in cocciopesto;
un piccolo Orto degli Ulivi davanti alla chiesa;
una copia a grandezza naturale della Sacra Sindone.
Grazie a questi interventi, la chiesa è oggi un vero e proprio Santuario della Passione, luogo di raccoglimento e meditazione che invita a riscoprire i valori del sacro e la presenza viva della fede.
Tratto da un articolo di Zeno Davoli su La Libertà
Curiosità
Ogni anno, il 14 settembre alle ore 8, un raggio di luce penetra nell’edificio e illumina una formella in cotto raffigurante Cristo in Croce con i dolenti: è il giorno in cui la Chiesa celebra l’Esaltazione della Santa Croce.
Nello stesso momento, la luce colpisce anche la statua di San Taddeo, posta sopra l’altare centrale, creando un suggestivo effetto simbolico di rinascita e redenzione.
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