Profumi intensi e sapori genuini raccontano un territorio in cui ogni salume custodisce una propria identità, profondamente intrecciata alla storia e alle tradizioni locali.
Sulle tavole reggiane, un tagliere di salumi trova il suo abbinamento naturale nello gnocco fritto caldo e fragrante e in un calice di Lambrusco, compagni immancabili della convivialità emiliana.
Dal prosciutto crudo ai salami, dalla coppa alla mortadella, fino ai prodotti simbolo delle feste come cotechino e cappello del prete, la salumeria reggiana rappresenta una delle espressioni più riconoscibili e apprezzate della cucina emiliana.

Prosciutto crudo

Tra i simboli più noti della salumeria italiana, il prosciutto crudo è un prodotto che unisce tradizione e raffinatezza.
Tra le produzioni più apprezzate spicca quella di Parma, riconoscibile per la forma tondeggiante, l’assenza dello zampetto e il peso che può arrivare fino a nove chilogrammi.
La lunga stagionatura ne esalta il gusto delicato e naturale, rendendolo uno dei salumi italiani più conosciuti e apprezzati al mondo.

Prosciutto cotto

Morbido, equilibrato e di facile digeribilità, il prosciutto cotto è uno dei salumi più diffusi sulle tavole italiane.
La sua fortuna risiede nella semplicità della lavorazione e nella qualità delle materie prime, che garantiscono un prodotto leggero ma ricco di sapore.
Apprezzato in ogni età, è oggi considerato anche un alimento adatto a regimi alimentari equilibrati.

Mortadella

Nata storicamente per valorizzare le parti meno nobili del suino, la mortadella si è evoluta fino a diventare un prodotto di grande pregio gastronomico.
Le carni vengono finemente macinate e lavorate per ottenere un impasto morbido e uniforme, sempre più spesso realizzato con carne suina selezionata.
Il risultato è un salume dal gusto delicato, oggi meno speziato rispetto al passato e perfettamente in linea con i gusti contemporanei.
Una curiosità lega questo prodotto al territorio reggiano: secondo la tradizione, la mortadella avrebbe avuto origine a Salvaterra nel 1556.

Coppa

Ricavata dai muscoli del collo del suino, la coppa è una delle specialità più rappresentative della tradizione emiliana. Pur avendo le sue aree storiche di produzione nelle province di Parma e Piacenza, è ampiamente diffusa e apprezzata anche nel territorio reggiano.
La sua particolarità risiede nella lavorazione, che unisce la salagione tipica del prosciutto a una lunga stagionatura simile a quella dei salami.
Questo processo le conferisce un aroma delicato e un gusto pieno e persistente, che la rendono ideale sia da sola sia in abbinamento a verdure e preparazioni tradizionali.

Salame

Il termine “salame” deriva dal latinosalumen, che indica l’insieme delle carni salate, richiamando una delle tecniche di conservazione più antiche.
Per la sua produzione vengono utilizzati tagli diversi del suino, sapientemente bilanciati tra parte magra e grassa.
Ogni salame sviluppa nel tempo un profilo aromatico unico, grazie all’uso delle spezie e ai processi naturali di stagionatura.
Ricco di sapore e nutriente, si presta a molteplici occasioni di consumo, dall’antipasto al piatto unico.

Cotechino

Simbolo delle tavole festive, il cotechino è preparato con carne magra, grasso e cotenna di suino finemente lavorati fino a ottenere un impasto omogeneo.
L’insacco avviene in budelli naturali, secondo una tradizione che ne preserva la tipicità.
La sua consistenza morbida e il gusto ricco lo rendono uno dei protagonisti della cucina emiliana delle grandi occasioni.

Cappello del prete

Strettamente legato al cotechino, il cappello del prete si distingue per la sua caratteristica forma triangolare, che richiama il copricapo ecclesiastico da cui prende il nome.
La lavorazione prevede l’inserimento dell’impasto attraverso un’apertura dedicata e la successiva chiusura manuale del budello, secondo tecniche artigianali tramandate nel tempo.

Come gustarli

I salumi reggiani accompagnano da sempre i momenti conviviali della tradizione locale.
Sono ideali come antipasto, perfetti per farcire gnocco fritto, focacce e panini, e trovano ampio utilizzo anche nella cucina tipica emiliana, arricchendo primi e secondi piatti.
Un’esperienza da vivere.