
Cipolla borettana De.C.O
La Cipolla borettana (Allium cepa) affonda le sue radici in una storia antichissima che attraversa civiltà e continenti.
Originaria delle aree comprese tra Turchia, Iran e India, era già conosciuta nell’Antico Egitto, dove veniva coltivata fin dal IV millennio a.C. e rappresentava un alimento fondamentale per contadini e lavoratori.
Nel tempo, grazie alla sua straordinaria adattabilità, si è diffusa in tutto il mondo, assumendo forme e caratteristiche diverse a seconda dei territori.
In Emilia, e in particolare nella bassa reggiana, questa varietà ha trovato un ambiente ideale, diventando un simbolo agricolo profondamente legato alla comunità di Boretto.
Dal XV secolo e per oltre cinque secoli è stata una delle colture più rappresentative del territorio, capace di sostenere l’economia locale e le famiglie contadine.
Dopo una crisi agricola all’inizio del Novecento, la sua coltivazione ha conosciuto una nuova fase anche fuori dal territorio originario, mantenendo però intatta la sua identità.
Oggi la cipolla borettana si distingue per il suo piccolo bulbo schiacciato ai poli, le tuniche color paglierino e un profilo organolettico delicato ma deciso.
Ricca di sali minerali come calcio e fosforo e di vitamina C, è apprezzata anche per le sue proprietà diuretiche e disinfettanti, oltre che per la sua versatilità in cucina e nell’industria conserviera.
La sua storia recente è segnata anche dal riconoscimento ufficiale: dal 17 settembre 2005 è tutelata dal marchio De.C.O. (Denominazione Comunale) e inserita tra le specie di biodiversità da preservare dalla Provincia di Reggio Emilia.
Simbolo di tradizione e ingegno contadino, la cipolla borettana trova la sua massima espressione nelle celebri cipolline in agrodolce, protagoniste di antipasti e aperitivi, capaci di raccontare - in un solo assaggio - la memoria e l’identità di un intero territorio.